Consulenti, l’importanza della reputazione finanziaria

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Avatar di Hillary Di Lernia 3 Agosto 2020 | 10:01

Di fronte all’espansione dei sistemi digitali e con l’avvento dei social media, diverse sono le questioni a cui è necessario fare attenzione, dalla proliferazione delle fake news al dilagare degli attacchi informatici, e la tutela della reputazione online rappresenta quindi un tema di fondamentale importanza. Ne parliamo con Andrea Baggio (nella foto), ceo di Reputation Up per l’Europa.

“Reputation Up nasce da un gruppo molto più ampio che opera nel settore dell’information technology da 24 anni, in particolar modo nel settore dell’analisi forense investigativa digitale e 15 anni fa abbiamo deciso di supportare alcuni nostri clienti in ambito governativo e anche in ambito sociale dedicandoci alla gestione di tutto quello che è la reputazione online oggi” afferma Baggio. Essendo specializzata nel settore dell’intelligence e delle intercettazioni, Reputation Up ha avuto collaborazioni con diverse entità governative ma 4 anni fa ha deciso di rivolgere tali servizi anche a grandi aziende e privati.

Tra questi, troviamo anche la protezione della reputazione finanziaria. “Al giorno d’oggi, quando la banca si trova a dover fare prestiti sopra una certa cifra (solitamente di sopra dei 10 milioni di euro), non si limita più a fare solo verifiche nelle banche dati, ma attua ulteriori controlli più approfonditi, che sono i cosiddetti controlli legati alla reputazione finanziaria. E non è un caso atipico che un’azienda o un privato non riceva il finanziamento, non per colpa della situazione creditizia, ma perché vengono rilevate informazioni negative nel web”.

ReputationUP dispone di una piattaforma cloud-based che scopre e analizza in tempo reale informazioni multilingua provenienti da Surface Web, Deep Web e Dark Web, al fine di determinare il corretto Reputation Score di un’entità fisica, giuridica o digitale. Questo può essere utile sia per valutare l’affidabilità e l’indice di rischio relativo di un’entità o dall’altra parte, per misurare la propria reputazione finanziaria.

Infatti, “l’azienda opera sia per conto di banche e istituti finanziari che vogliono scoprire eventuali criticità dei loro clienti, (ad esempio i consulenti finanziari potrebbero voler effettuare controlli reputazionali sui propri clienti), sia per conto di coloro che vogliono richiedere un prestito e vogliono essere sicuri di non essere vittime di fake news create ad hoc né di essere collegati ad eventuali scandali o contenuti lesivi tali da precludere la possibilità di ottenere una risposta affermativa da parte dell’istituto bancario” conclude Baggio.

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