Ubi, la promessa di Messina

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Avatar di Redazione 4 Agosto 2020 | 14:49

“Insieme siamo più forti e insieme abbiamo un maggiore potenziale di crescita”. E’ questa la promessa tra le righe che sembra emergere dalle dichiarazioni ufficiali dell’ad di Intesa Sanpaolo Carlo Messina, a margine della presentazioni dei dati positivi semestrali dell’istituto. Per Ubi e le società facenti capo al gruppo dell’ex ad Victor Massiah, si prospetta quindi un ingresso a braccia aperte nel mondo di Ca’ de Sass (per lo meno negli intenti, in attesa di capire le modalità esatte dell’aggregazione).

Qui si seguito le dichiarazioni complete di Carlo Messina.

“In un periodo di eccezionale complessità segnato dalle conseguenze della pandemia, Intesa Sanpaolo ha confermato la capacità di raggiungere gli obiettivi e rispettare gli impegni. La coesione nel team di top manager e la qualità professionale delle nostre persone fa apparire tutto ciò semplice e scontato: in realtà non lo è affatto. A loro va il mio personale ringraziamento, per come hanno saputo sostenere famiglie e imprese con misure eccezionali nell’erogazione del credito, per la continua attenzione rivolta alla gestione del risparmio della nostra clientela e per i risultati ottenuti, straordinariamente positivi. Nei primi sei mesi dell’anno, a fronte di un contesto molto impegnativo, abbiamo conseguito il miglior utile netto del primo semestre dal 2008, pari a 2,6 miliardi di euro. Ciò significa aver già realizzato l’86% dell’obiettivo minimo di utile netto di 3 miliardi, previsto per quest’anno. Il risultato netto del primo semestre 2020 mostra un aumento del 39% rispetto ai primi sei mesi del 2019, escludendo i 900 milioni di euro di accantonamenti relativi ai possibili impatti futuri del COVID-19. I ricavi mostrano una notevole resilienza, con una crescita dell’attività assicurativa. Le commissioni, penalizzate dal forte rallentamento delle attività economiche e dalla volatilità del mercato, a giugno segnano una ripresa; l’aumento delle masse di risparmio in gestione accelera nel secondo trimestre. Continua il calo dei costi, il nostro livello di efficienza operativa è tra più elevati a livello europeo. Abbiamo ulteriormente rafforzato il nostro bilancio, migliorando i coefficienti patrimoniali, già estremamente solidi, e riducendo lo stock dei crediti deteriorati al livello più basso dal 2008, con un calo di circa 6 miliardi di euro negli ultimi dodici mesi. Il flusso di nuovi crediti deteriorati è al livello più basso mai registrato nei primi sei mesi dell’anno. Possiamo pertanto affermare di essere ben posizionati per continuare ad assicurare una redditività ai vertici del settore in Europa, mantenendo una elevata patrimonializzazione. Senza contare il contributo di UBI Banca, prevediamo di realizzare un utile netto di almeno 3,5 miliardi di euro nel 2021. Ora si apre un nuovo capitolo nella storia del nostro gruppo: la scorsa settimana, nel pieno rispetto dei tempi annunciati, abbiamo concluso con successo la nostra offerta rivolta agli azionisti di UBI annunciata cinque mesi fa. Il 90,2% – in termini di capitale – ha deciso di far parte di Intesa Sanpaolo: una scelta che per noi è motivo di orgoglio. Intesa Sanpaolo e UBI hanno modelli di business simili, con culture e valori aziendali condivisi. Insieme, possiamo rafforzare un Gruppo campione nazionale e leader a livello europeo, forte di oltre 1,1 trilioni di euro che gli italiani ci affidano. Insieme siamo più forti e insieme abbiamo un maggiore potenziale di crescita. E’ infatti grazie a questa operazione che possiamo proiettarci nelle primissime posizioni tra le banche”.

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