Scandalo bonus 600, tra i coinvolti anche un consulente-politico

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Avatar di Redazione 11 Agosto 2020 | 11:24

Da qualche giorno si stanno cercando i nomi dei politici che avrebbero beneficiato del bonus da 600 euro (in aiuto alle partite Iva per l’emergenza Covid) pur non avendone bisogno.

Tra questi emerge il nome di Alessandro Montagnoli, consigliere regionale della Lega (ed anche ex parlamentare) e anche consulente finanziario dal 2000, come si evince dall’Albo Ocf.

Con un post pubblicato sul proprio profilo Facebook, Montagnoli avrebbe confessato di essere tra coloro che hanno beneficiato del bonus per l’emergenza Covid-19 destinato alle partite Iva.

“Ci sono momenti nella vita in cui puoi fare finta di nulla o scegli di dire semplicemente come stanno le cose. Ho deciso di affrontare questa situazione a testa alta. Durante l’emergenza coronavirus in forma anonima ho aiutato delle realtà sociali impegnate nella sanità del territorio. Quando è uscito il decreto Cura Italia, che riguardava tutti i lavoratori autonomi, ho deciso con mia moglie di richiedere il bonus con l’intento fin da subito di devolverli per l’emergenza covid e a chi lavora nella protezione civile. Ho sbagliato: con il senno di poi ho fatto una leggerezza, ma in buona fede. Questi soldi ero sicuro sarebbero stati spesi bene, dal territorio per il nostro territorio. Lasciatemi però dire una cosa. Nessuno mi toglie dalla testa che la vicenda Inps sia stata montata a livello mediatico con un obiettivo: spostare l’attenzione da una gestione fallimentare dell’emergenza a livello governativo. Il mio pensiero va ora anche a tutti quei sindaci e consiglieri comunali sotto attacco per la strumentale fuga di notizia dell’Inps. Certo della mia buona fede, di aver agito con onestà e nel rispetto delle regole vado avanti a testa alta nel mio impegno verso i cittadini. Come sempre”, così dichiara sul post Facebook.

Diverse sono state le reazioni alle parole del consulente-politico: da un lato alcuni sembrano aver apprezzato la sua confessione mentre altri si dimostrano indignati, chiedendo le dimissioni e sottolineando il fatto che per fare beneficenza avrebbe dovuto utilizzare le proprie risorse e non quelle destinate a delle altre classi in difficoltà.

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