Widiba, Marazia svela i perché del boom di raccolta e ricavi

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Andrea Telara di Andrea Telara 14 Agosto 2020 | 10:06
L’intervista al direttore generale della banca digitale, autrice di uno scatto in avanti sull’utile favorito anche dalle trasformazioni imposte al mondo bancario dalla pandemia.

Marco Marazia, direttore generale di Banca Widiba, ricopre l’attuale carica da poco più di un anno. E qualche mese dopo il suo insediamento, come molti suoi colleghi, anche lui ha dovuto affrontare l’emergenza Coronavirus, che ha messo l’economia mondiale in ginocchio e costretto milioni di italiani a limitare le proprie libertà. Eppure, anche in un contesto così difficile, Widiba ha appena presentato un bilancio semestrale con utile e ricavi in crescita e con una raccolta che in soli sei mesi ha superato quella dell’intero anno passato. Come c’è riuscita? La ragione principale è che l’emergenza Covid, in un lasso breve di tempo, ha provocato per certi aspetti più cambiamenti di

quanti ve ne siano stati nel decennio precedente. Secondo Marazia, che è al vertice di Widiba dal 2019 ma fa parte del gruppo di manager che ha dato vita alla banca sin dal 2013, soltanto i player che hanno puntato sin dall’inizio sull’innovazione e sulla digitalizzazione sono arrivati preparati allo tsunami del marzo scorso, quando la diffusione del virus ha obbligato milioni di famiglie a restare tappate in casa, o quasi. “Possiamo dire che continuando a essere la banca del domani siamo diventati quella dell’oggi”, afferma Marazia, citando il messaggio dell’ultima campagna stampa della banca.

Dunque l’emergenza Coronavirus, che ha portato scompiglio nell’economia, non vi ha colpito?

Per rispondere partirei da alcuni dati. Soltanto da gennaio a oggi abbiamo raccolto oltre 400 milioni di euro, più di quanto abbiamo fatto in tutto il 2018 e 2019. Abbiamo registrato una crescita dei ricavi nell’ordine del 20% mantenendo più o meno costante la nostra base di costi. Il che ci ha permesso ovviamente di incrementare l’utile, dopo aver raggiunto il pareggio finanziario già negli anni passati. A queste cifre ne aggiungo un’altra: sempre nel primo semestre, sono aumentati di circa il 40% i nostri volumi transazionali su investimenti e consulenza. Una macchina che non ha avuto il minimo rallentamento garantendo non solo la continuità operativa ma anche quella innovativa con il lancio di una serie di novità.

A chi va il merito di questi risultati?

Indubbiamente a un mix di fattori. L’emergenza Coronavirus ha accelerato processi e trend che erano già in atto da anni. Fin dalle origini Widiba basa il suo modello di business su due pilastri: l’offerta di servizi digitali avanzati e la consulenza finanziaria, di cui i risparmiatori hanno sempre più bisogno. Le ricordo un altro dato: oggi la sottoscrizione dei prodotti finanziari nella nostra rete può avvenire completamente tramite strumenti digitali. È una possibilità che offriamo da tempo per la quasi totalità dei nostri prodotti e abbiamo da poco completato la gamma aggiungendo anche i fondi pensione. Dunque, con il digitale abbiamo creato una struttura operativa agile e snella, a cui si affiancano i servizi a valore aggiunto che dobbiamo garantire ai clienti, cioè quelli basati sulla consulenza.

La financial advisory ha vissuto anni di grande sviluppo in Italia. Come saranno i prossimi?

Il nostro settore beneficiava già di un trend di crescita strutturale che, come dicevo prima, con la pandemia non si è fermato. Anzi, ha subito un’accelerazione. Oggi c’è un grande potenziale serbatoio di clienti che arriva dalle banche tradizionali e che guarda con occhi diversi il mondo dei servizi finanziari. Durante la pandemia c’è stato per esempio un boom di attivazioni di conti online, mentre il traffico da dispositivi mobili cresce a ritmi impetuosi, duplicando le proprie dimensioni ogni 2 anni. Ciò significa che in futuro il rapporto tra i risparmiatori e chi gestisce il loro patrimonio nascerà e si consoliderà sempre più spesso al di fuori delle tradizionali filiali. In tale scenario, diventa sempre più importante saper interagire con i clienti a distanza e con le nuove tecnologie. Da sempre, a maggior ragione in questa delicata fase di incertezza, i nostri consulenti con le loro competenze esercitano un ruolo sociale per tutte le famiglie italiane, grazie al valore che diamo all’educazione e alla pianificazione finanziaria.

Il ruolo della tecnologia è importante anche per la vostra rete?

Ovviamente sì. Durante il lockdown abbiamo organizzato continuamente incontri con i nostri consulentifinanziari attraverso i canali digitali e una volta al mese abbiamo realizzato delle vere e proprie convention a distanza con tutta la rete. L’interazione digitale, insomma, deve essere anche tra colleghi e non soltanto verso la clientela finale. Faccio notare che i nostri consulenti hanno un tasso di fedeltà elevatissimo e mostrano un grado di soddisfazione superiore al 95%, tra i più alti del settore. Questi dati sono il frutto di un lavoro intenso e di uno spirito di collaborazione che è molto diffuso nella rete e ci rende un unicum sul mercato. Come dico sempre, a me non è mai piaciuto il termine mandante, a indicare la banca-rete per cui lavora un consulente finanziario. Credo non renda giustizia allo spirito di squadra che ci guida. I consulenti partecipano alla costruzione della banca, prendono le decisioni con noi, partecipano ai comitati e, molto spesso, sono i propulsori dei lanci di nuovi prodotti e servizi sempre guidati dal garantire il meglio per i nostri clienti.

Avete obiettivi specifici per la crescita della vostra rete nel numero dei consulenti attivi?

Preferiamo parlare più di target qualitativi che quantitativi: con il trend di fondo che comunque ci alimenta più che di target numerici puntiamo a standard selettivi di competenze ed esperienza. Guardiamo con interesse a professionisti che arrivano dal mondo bancario o da altre reti, dotati di un profilo professionale elevato. Ricordo che dallo scorso anno abbiamo creato Widiba PRIME, una nuova offerta e una nuova struttura dedicata appositamente al private banking, per la clientela di fascia più alta.

Cosa dobbiamo aspettarci nella seconda parte dell’anno? Può anticipare già ora qualche novità all’orizzonte?

Tra il terzo e quarto trimestre, in autunno, partiremo con una nuova campagna di marketing e un nuovo marchio e sito con un completo restyling dell’identity. Quelli attuali ci accompagnano fin dalle origini di Widiba e per questo abbiamo pensato ci fosse la necessità di un restyling, per accompagnare la fase di crescita e l’evoluzione che abbiamo compiuto.

Articolo tratto dal numero di agosto di Blurating

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