Dossier piccoli portafoglisti: la versione di Widiba

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Avatar di Redazione 27 Agosto 2020 | 11:11

“Ci giungono voci che l’attuale dirigenza stia puntando il dito contro quei professionisti che oggi sono sotto un minimo di portafoglio (si dice 10milioni) invitandoli ad abbandonare la professione, persone che hanno famiglia, persone che hanno regalato 20/30 anni, che sono state sempre fedeli a un marchio, a un nome e che oggi si vedono tradite nella loro stessa fedeltà”. È questo uno dei passaggi più significativi di una mail inviataci da un consulente e pubblicata su Bluerating.com, il sito web della nostra testata. Parole dirette, che denunciano quella che sarebbe una situazione spigolosa in essere presso Sanpaolo Invest, rete del gruppo Fideuram ISPB. Dal canto suo la società ha preferito non commentare queste parole, ma a questa testimonianza si sono aggiunte altre voci di nostri lettori che sembrerebbero confermare un trend in atto nel mercato italiano dell’advisory. Per questo BLUERATING ha deciso di contattare le principali realtà del settore. Abbiamo chiesto loro, unitamente a un giudizio su questa tematica, quali sono, se sussistono, gli standard minimi di consistenza di portafoglio richiesti per potere svolgere l’attività di consulente finanziario presso la loro società e se esiste davvero una soglia minima al di sotto della quale non vi è convenienza, sia per la rete, sia per il professionista, nel mantenere il mandato attivo. Allianz Bank Financial Advisors, Azimut, Banca Generali, Banca Mediolanum e Credem non si sono espresse, mentre altre realtà ci hanno raccontato la loro esperienza. Parole che evidenziano una visione eterogenea sul tema, pesata sulla struttura e sull’offerta di ciascuna rete. Ma una verità sembra emergere con forza: più che il portafoglio, il valore di un professionista risiede nella sua motivazione. La sesta puntata è dedicata a Widiba.

Per Banca Widiba risponde Nicola Viscanti, responsabile della rete. “Più che sulle consistenze di portafoglio in Banca Widiba preferiamo focalizzarci sulle persone: sulle loro qualità professionali, sulle soft skill e sulla loro ambizione a migliorarsi. Non abbiamo per questo fissato una soglia minima al di sotto della quale il mandato di agenzia non dovrebbe proseguire. Abbiamo piuttosto l’ambizione di far crescere e di elevare sempre più il livello qualitativo del lavoro e favorire una crescita strutturale dell’intera rete, partendo proprio dai consulenti finanziari più giovani e da quelli che incontrano difficoltà momentanee nello sviluppo della loro base di clientela. Una delle iniziative più efficaci in tal senso è quella che si sviluppa attraverso un programma periodico di assegnazione di clientela self, ovvero senza seguimento specifico, ai consulenti finanziari più vicini territorialmente ma tenendo soprattutto conto del portafoglio dei consulenti per favorire quelli più giovani o con minori patrimoni in gestione proprio al fine di migliorare la relazione cliente-banca, offrire al cliente un servizio di consulenza e in più dare l’opportunità al consulente di crescere professionalmente e di raggiungere gli obiettivi di sviluppo commerciali che vengono fissati annualmente. Il portafoglio medio dei nostri consulenti è in continua crescita e si contraddistingue per l’alta incidenza della componente gestita di case terze poiché operiamo secondo un modello di consulenza ad architettura aperta e senza alcun budget di prodotto per garantire al cliente il miglior livello di servizio senza alcun tipo di pressione da parte della banca, aspetto questo non trascurabile in un nuovo contesto di mercato in cui ci si confronta con nuovi attori come i consulenti finanziari autonomi e le società che prestano servizi di consulenza. Anche sotto l’aspetto degli economics riserviamo ai nostri consulenti livelli di remunerazione tra i più alti sul mercato. Ciò riguarda non soltanto la remunerazione ricorrente (provvigioni di vendita e management fee) ma anche la remunerazione non ricorrente e una serie di benefit (comodato gratuito degli uffici e delle attrezzature, coperture assicurative) a tutto vantaggio dei consulenti finanziari che si traducono in un risparmio di costi rilevante a tutto vantaggio della remunerazione complessiva. In buona sostanza in Banca Widiba sosteniamo e accompagniamo il consulente nella costruzione del suo portafoglio con tre strumenti: lo sviluppo di clientela digitale esistente, un pacchetto remunerativo interessate e un modello commerciale ad architettura aperta, come pochi sul mercato. In cambio chiediamo professionalità, spiccate competenze e un forte orientamento al cliente, in un rapporto win-win di fiducia e collaborazione reciproche; tutto a beneficio del cliente”.

Rileggi la prima puntata del dossier, dedicata a Bnl Bnp Paribas LB.

Rileggi la seconda puntata del dossier, dedicata a Consultinvest.

Rileggi la terza puntata del dossier, dedicata a Copernico Sim.

Rileggi la quarta puntata del dossier, dedicata a Fineco.

Rileggi la quinta puntata del dossier, dedicata a IWBank.

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