Banca Generali, la consulenza sposa la sostenibilità

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Avatar di Redazione 18 Settembre 2020 | 17:01
Il vice direttore generale Ragaini interviene in una tavola rotonda alla Bocconi: “Investimenti crescenti e risorse sempre maggiori dedicate ai temi Esg”

Il rapporto tra finanza sostenibile e asset e wealth management è sempre più stretto. Di questo trend in continua crescita si è discusso al Forum Emf Future Jobs Mind Lab organizzato dall’Università Bocconi di Milano.  Durante il Mind Forum Live, davanti a una platea virtuale composta dai migliori talenti dell’EMF (Executive Master in Finance) dell’ateneo milanese si sono confrontati in una tavola rotonda per la prima volta in presenza fisica dopo il lockdown il vicedirettore generale di Banca Generali, Andrea Ragaini (nella foto); Emanuele Bellingeri, head of Asset Management Italy at Credit Suisse;  Saverio Perissinotto, amministratore delegato e direttore generale Eurizon Capital Sgr e Alessandro Gandolfi, country manager per l’Italia di Pimco Europe.

 

Con la moderazione del professore Andrea Beltratti, EMF Academic Director SDA Bocconi, si è discusso di progetti Esg, di come la pandemia ha condizionato il mondo e i fondi Esg e del futuro impatto della regolamentazione europea sulla finanza sostenibile. Ragaini, in particolare, ha raccontato come Banca Generali ritiene il mondo Esg molto più di un trend: “Per noi si tratta di un tema all’attenzione da anni e che oggi ha un crescente vigore e una sempre maggiore condivisione valoriale”, ha detto Ragaini, “in particolare abbiamo sviluppato negli ultimi tre anni un progetto con l’obiettivo di creare un risultato tangibile, quasi fisico per il cliente che può verificare facilmente qual è il risultato del suo impegno in favore del mondo Esg”. Il manager ha aggiunto: “Tutti noi ormai conosciamo bene la tavola con i 17 obiettivi di sostenibilità proposti dalle Nazioni Unite. Ebbene ,il progetto di banca Generali prevede che i nostri  consulenti costruiscano con risparmiatori un portafoglio di investimento quanto più vicino alla sensibilità di un cliente mettendo al centro, non soltanto e la molla finanziaria in senso stretto quanto piuttosto l’obiettivo di massimizzare  l’ impatto dell’investimento sullo specifico obiettivo di sostenibilità preferito”.

 

Il mondo Esg è quello che meglio ha risposto alle sfide della pandemia. Su questo Ragaini spiega: “Nel periodo della pandemia l’accelerazione forte dei fondi Esg è stata la logica conseguenza sia per via della loro maggiore resilienza, sia grazie alla loro capacità di reagire meglio alle pressioni dei mercati finanziari proprio perché  riescono a cogliere parametri finanziari che non vengono colto in altre forme di investimento. Sin dall’8 marzo questo fenomeno è stato molto evidente. E in Europa lo è stato ancora più evidentemente che negli Usa. C’è poi un secondo elemento centrale. Oltre all’attenzione sulla E dell’acronimo ESG, ossia all’ambiente. (environment), in questo periodo è andata via via crescendo l’attenzione per la lettera S che considera i temi sociali fondamentali come la salute e l’educazione. Oggi la tendenza a puntare sui temi Esg è forte e resterà tale: il capitale è destinato ad andare verso le aziende che rispettano i parametri Esg e viceversa penalizzerà quelle che sono rimaste indietro”.

Infine il tema della regolamentazione europea su asset e wealth manager della nuova regolamentazione europea sulla finanza sostenibile.  Idee chiare dal vice direttore generale di Banca Generali: “Ci vuole un bilanciamento. Ovviamente serve un po’ di regolamentazione addizionale in Europa ma bisogna fare attenzione a non incorrere in una ramificazione eccessiva di regole”. Quindi la chiusura: “In generale mi sento di sottolineare che noi come banca e il mondo degli asset manager abbiamo oggi la grande possibilità di mobilitare una quantità notevole di risorse per promuovere sempre di più la sostenibilità”.

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