Consulenti, come e perchè curare immagine e reputazione

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Avatar di Redazione 30 Settembre 2020 | 10:15
Beatrice Cicala è assistente virtuale e fondatrice di Assistant LAB. Svolge attività di consulenza, organizzazione, social media marketing per consulenti finanziari con l’obiettivo di concretizzare i loro progetti di business. Da sempre attiva nella promozione del ruolo dell’assistente del consulente finanziario come business partner

A cura di Beatrice Cicala.

L’autenticità con la quale un consulente finanziario agisce quotidianamente è senza dubbio un’arma vincente. Magari non se l’è mai chiesto, magari non ci ha mai pensato ma, se un consulente riesce a diventare un professionista di successo, è perché ha sempre curato il proprio personal brand. Oggi i liberi professionisti sono costantemente sollecitati alla costruzione di un personal brand, cioè a prendersi cura della propria immagine, della propria reputazione online, della creazione del proprio sito web e delle pagine social personali.

Tutto giusto ma, in questo processo, non occorre tanto costruire quanto piuttosto essere in grado di interrogare, scoprire, ascoltare: tutto è infatti già lì, pronto per essere impaginato, scritto e raccontato. Quello che manca al consulente finanziario, quando si parla di personal brand, è la consapevolezza e la percezione della sua carriera professionale. Con questa espressione si intende tutta una serie di azioni e di attività che nel tempo lo hanno portato a creare il portafoglio clienti in essere, mettendo la faccia ogni giorno, stringendo mani, mantenendo promesse e rispondendo alle telefonate dei suoi clienti. Perché è questa la definizione di personal brand.

Le domande da porsi
Il libero professionista incarna la sua azienda, il suo servizio, il suo prodotto, il suo brand per l’appunto, il marchio personale, nella traduzione italiana. Quali sono state, fino ad oggi, le caratteristiche per le quali i clienti mi hanno apprezzato di più e presentato ad altre persone? Quali sono i motivi per i quali le persone si sono avvicinate a me, piuttosto che rivolgersi alla concorrenza? Ecco le domande che il consulente si dovrebbe porre, per iniziare a prendere consapevolezza di tutto quello che negli anni ha costruito ed è diventato. Perché in realtà molti consulenti si sono sempre presi cura del proprio personal brand, senza sapere che si chiamasse così. Due elementi importanti da valorizzare, che hanno avuto impercettibilmente influenza sul personal brand, sono l’etica e l’umanità con le quali il consulente agisce nella comunicazione con i clienti, nelle trattative e nella cura delle relazioni: si tratta di due importanti valori che spesso vengono a mancare invece quando si inizia a strumentalizzare il marketing e il proprio brand personale. Il mercato oggi è cambiato: vuole conoscere, vuole scoprire, vuole fidarsi, vuole essere coinvolto. Per questo il professionista deve prendere consapevolezza della propria attività, di come la svolge, di come si rapporta con i clienti, quelli già acquisiti e quelli potenziali, interrogandoli spesso, chiedendo feedback e analizzando le risposte.

Processo di rafforzamento
Questa analisi servirà per passare allo step successivo, ovvero all’amplificare, grazie al web e ai social network, tutto quello che oggi è stato fatto nel piccolo, mantenendo quell’autenticità, quell’etica, quella capacità di mettere al centro le persone e le loro esigenze che aveva portato il consulente finanziario al successo. Nel voler accelerare il processo di rafforzamento del proprio brand personale, si rischia spesso di cadere in errore affidandosi alle persone sbagliate, che di consulenza finanziaria non hanno competenza. Per continuare ad avere successo, mantenendo ferma la reputazione costruita, valorizzandola grazie all’implementazione di nuovi strumenti, è imprescindibile per il consulente finanziario di oggi avere la piena consapevolezza di essere prima di tutto imprenditore di se stesso ed è importante avere coscienza dell’impatto che il proprio lavoro ha avuto e continuerà ad avere sulle persone.

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