Consulenti finanziari, ambasciatori dei valori della rete

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Avatar di Redazione 15 Ottobre 2020 | 08:30
I consulenti finanziari sono i portatori del valore della rete. A questo proposito vi proponiamo un articolo in merito ad opera di Alessio Fiorini, consulente finanziario e area recruiting manager di Deutsche Bank Financial Advisors.

Articolo a cura di Alessio Fiorini (nella foto).

 

Molti istituti finanziari esplicitano in documenti scritti la propria mission, corredandola dei valori guida. Sono certamente belle parole, spesso però disattese nella realtà.

Nel mondo delle reti quello che più conta è il sistema valoriale che si crea nel tempo grazie all’approccio dei consulenti, delle Direzioni e al loro relazionarsi, gli uni a supporto delle altre e viceversa. Insomma contano i fatti.

Il consulente finanziario si sente un libero professionista, autonomo e proiettato all’assistenza dei clienti e all’acquisizione di nuovi. La Direzione si deve muovere tenendo presente che la relazione è in mano al consulenti finanziari, che quindi rappresenta il suo primo cliente.

D’altronde anche il cf deve realizzare che non è un consulente autonomo con un proprio studio professionale, anzi, è fondamentale che veda nella sede un alleato in grado di fornire tutti quei supporti, servizi e strumenti utili a generare con il cliente finale la migliore relazione possibile.

Da questa simbiosi può nascere magicamente la rete ideale, nella quale operare con entusiasmo e serenità. Ovviamente la perfezione non esiste.

I consulenti sono delle più svariate tipologie, chi più progettuale e propositivo, chi polemico e negativo a prescindere. Così come il management delle reti può cambiare con eccessiva frequenza o impostare politiche commerciali poco supportive verso la propria struttura di consulenti.

Riuscire a creare un clima positivo all’interno del nostro ambiente porta a due vantaggi principali, intangibili ma assai preziosi.

Il primo è la nascita nell’organizzazione, senza sforzo, di economie di scala tra i consulenti, che si supportano donandosi esperienze e nuove idee commerciali. Così facendo, contaminano positivamente anche le direzioni, favorendo continui scambi di energia e di spunti operativi per migliorare l’efficacia dei processi e le iniziative per i clienti finali.

Respirare entusiasmo e fiducia, consolida i rapporti tra i cf, tra le partite iva e i dipendenti e tra i colleghi di Sede, che a loro volta si sentono parte di un progetto vincente.

Il senso di appartenenza che si crea favorisce il secondo grande vantaggio, ovvero potere contare sui fan, ossia su consulenti finanziari che si pongono in maniera convinta e appassionata sul mercato esterno.

Conseguente attrattiva si ha sui i clienti e i prospect da un lato e verso i colleghi della concorrenza (banche e reti) dall’altro.

Il valore che nasce da questa attitudine è immenso e non quantificabile per gli effetti positivi che genera nel tempo. Parlare bene della propria azienda, esserne dei veri ambassador, fortifica l’orgoglio di farne parte e attira nuovi clienti e nuovi colleghi, rendendo ancora più forte l‘organizzazione di cui si è parte. Avere una cultura aziendale chiara e portatrice di forte coesione è vincente per tutti gli attori in causa. Direzione, consulenti, clienti, colleghi della concorrenza.

Lo sforzo che gli azionisti e i manager apicali dovrebbero fare, nel medio periodo, è quello di riflettere sulle modalità con cui il personal brand dell’azienda e dei suoi ambassador possano manifestarsi con coerenza e forza. Pianificare le attività idonee per favorire tutto questo e realizzare iniziative tattiche volte a creare nel tempo il senso di appartenenza e l’orgoglio di lavorare per un determinato brand.

Le organizzazioni vincenti sono fatte di persone che provano un grande attaccamento alla maglia.

Siamo sicuri che le banche e le reti siano tutte proiettate verso queste logiche?

 

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