Decreto Ristoro: consulenti e agenti sul piede di guerra

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di Redazione 9 Novembre 2020 | 10:05

Siamo sconcertati dalla cecità con cui il Governo, nel Decreto Ristori, ha trascurato le categorie professionali degli Agenti di Commercio, dei Consulenti finanziari, degli Agenti in Attività Finanziaria, dei Collaboratori di AAF e SMC e delle Aziende Mandanti, lo rendono noto le sigle Anasf, Assopam, Federagenti e Fiarc. “Con il nuovo DPCM le nostre categorie hanno ricevuto il definitivo colpo di grazia per l’esercizio delle loro professioni e questa mancanza di considerazione da parte dell’Esecutivo – proseguono le quattro sigle, in un comunicato congiunto – è uno schiaffo violento in faccia a centinaia di migliaia di iscritti e alle loro famiglie, in sofferenza da molti mesi”. 

Anasf, Assopam, Federagenti e Fiarc ricordano che “le categorie che rappresentiamo, costituiscono una delle parti più produttive del paese e movimentano circa il 70% del PIL italianoNonostante la grande delusione il Governo ha i margini per rimediare, ma deve fare in fretta“; ragion per cui le quattro sigle sono disposte “ad aprire immediatamente un tavolo con i Ministeri di competenza, al fine di porre rimedio a una mancanza grave e ingiusta“, ma anche a intraprendere “ogni azione necessaria, anche eclatante, per accendere un faro sulle nostre professioni e dare voce ai tantissimi colleghi in difficoltà“. “Non c’è tempo da perdere – conclude la nota congiunta di Anasf, Assopam, Federagenti e Fiarc – una cosa è certa: i Ristori devono riguardare anche gli agenti, questo è indiscutibile e non più rinviabile“.

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