Azimut, l’utile fa centro (assieme al reclutamento)

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di Redazione 12 Novembre 2020 | 14:50
Presentati i risultati di bilancio dei primi 9 mesi del 2020. Profitti netti di 230 milioni di euro e conferma del target di 300 milioni. Positivo il saldo del recruiting con l’ingresso di 62 consulenti finanziari.

Presentati oggi i dati di bilanci di Azimut, relativi all’ultimo trimestre e ai primi 9 mesi del 2020. Ecco idati salienti:

  • Ricavi consolidati nei tra gennaio e fine settembre pari a 728,5 milioni di euro (rispetto ai 724,3 milioni dello stesso periodo del 2019)
  • Reddito operativo consolidato nei 9 mesi 2020 pari a 291,5 milioni di euro (contro i 279,5 milioni dei primi 9 mesi del 2019)
  • Utile netto consolidato, sempre nei primi tre trimestri dell’anno, di 230,2 milioni (rispetto a 246,5 milioni di euro dei primi 9 mesi del 2019)

 

Il totale delle masse gestite a fine settembre 2020 raggiunge i 44,2 miliardi; il dato comprensivo del risparmio amministrato e gestito da case terze direttamente collocato arriva a 57,3 miliardi di euro (includendo la recente acquisizione americana di Sanctuary, il dato a fine ottobre raggiunge 63,5 miliardidi euro, il più alto mai raggiunto dal gruppo). La raccolta netta nei primi nove mesi dell’anno è stata di € 3,6 miliardi ( 4,1 miliardi a fine ottobre). Ad oggi le masse del business internazionale rappresentano il 28% del patrimonio complessivo di guppo, e includendo Sanctuary raggiungono il 35%.

La posizione finanziaria netta consolidata a fine settembre 2020 risultava negativa per circa 76 milioni di euro, in miglioramento rispetto ai -84 milioni di fine giugno 2020. Nei 9 mesi sono stati pagati dividendi ordinari per circa 138 milioni cash, è stato completato un buyback per circa 45 milioni e sono stati fatti investimenti per lo sviluppo per circa 87 milioni. La posizione finanziaria netta include anche versamenti per circa 48 milioni per acconti d’imposta, bollo virtuale e riserve matematiche.

Positiva l’attività di reclutamento in Italia di consulenti finanziari e private banker: nei primi nove mesi dell’anno, il Gruppo ha registrato 62 nuovi ingressi (76 a fine ottobre), portando il totale del gruppo Azimut a fine settembre a 1808 unità (1815 a fine ottobre).

Pietro Giuliani (nella foto), presidente di Azimut, ha commentato così i dati: “Il contesto complesso e incerto non ha frenato la crescita del nostro gruppo che ha saputo conseguire nei 9 mesi solidi risultati, proiettandoci verso il raggiungimento dell’obiettivo di 300 milioni di euro di utile netto per il 2020, in linea con le previsioni fatte ad inizio anno e confermate anche durante la pandemia. La qualità del lavoro svolto congiuntamente dai nostri professionisti della gestione e della distribuzione ha permesso di recuperare quasi totalmente quanto perso in termini di performance media ponderata netta ai clienti (dal 1/1/2019 +7%). Con la stessa determinazione sono proseguiti i nostri progetti di crescita all’estero, in particolare negli Stati Uniti, dove la recente acquisizione del 55% di Sanctuary Wealth Group, società americana indipendente di wealth management che conta masse gestite per circa 7 miliardi di dollari, ha portato le attività internazionali a rappresentare il 35% del patrimonio totale di Gruppo. Lo stesso impegno si è visto sul fronte degli alternative asset, dove continuiamo a proporre soluzioni altamente innovative capaci di generare valore nel tempo per i clienti. Dopo i fondi AZ Eltif Ophelia e AZ Eltif Capital Solutions stiamo preparando altre due soluzioni conformi alla normativa dei PIR Alternativi. I nostri clienti avranno a disposizione una gamma di offerta sul segmento unica e completa, adatta ad essere inserita nel deposito PIR Box che abbiamo studiato per massimizzare i benefici fiscali dei PIR Alternativi, coniugando così le potenzialità di rendimento di una asset allocation diversificata nella componente di economia reale utile ai nostri clienti, con il supporto procurato all’Italia tramite i nostri investimenti.”

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