Assoreti, Molesini propone il cashback sugli investimenti

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Avatar di Redazione 30 Novembre 2020 | 10:41
La proposta arriva dal timoniere dell’associazione delle reti di consulenza finanziaria italiane per stimolare gli italiani a non tenere i soldi parcheggiati sui loro conti.

Per far togliere agli italiani i soldi da sotto al materasso si potrebbe attuare una sorta di cashback. A proporlo in un’intervista rilasciata a Milano Finanza è Paolo Molesini, presidente di Assoreti, per incentivare i clienti a non tenere i soldi sui conti correnti e a lanciarsi nel mondo degli investimenti. “Una sorta di cashback è possibile”, continua Molesini, “e ci sono già delle misure che potrebbero andare in questa direzione. Un esempio è quanto è stato fatto col Btp Italia, con bonus per chi mantiene i titoli fino alla scadenza. Oppure, premi sulla fiscalità per il risparmio gestito su asset italiani”. E poi, continua il presidente, occorre “diminuire le soglie di ingresso, democratizzando alcune forme d’investimento. Ad esempio, si può riconoscere una deducibilità fiscale, e nono solo una detassazione delle plusvalenze”.

La raccolta tira ancora e le reti di consulenza finanziaria hanno avuto un ruolo fondamentale in questo 2020. Lo avranno ancora per la ripartenza del Paese, nel convogliare il grande risparmio privato italiano nell’economia reale italiana: “Il segreto è semplice:”, spiega Paolo Molesini, presidente di Assoreti a Milano Finanza, “essere sempre vicini ai clienti, e quindi cancellare l’emotività nelle scelte che effettuano. Abbiamo avuto pochi disinvestimenti durante la prima ondata pandemica, e abbiamo cominciato a investire fin da subito quando è iniziata la reazione dei mercati”.

Dalla raccolta molti clienti stanno mantenendo posizioni liquide: “Una grande componente è strutturale, perché i clienti portano in dote un patrimonio che poi investono in un secondo momento. Nel totale delle masse gestite, comunque, la liquidità è superiore rispetto a qualche anno fa (105 miliardi, +2,5% congiunturale rispetto al 2019, ndr)”. Un problema prima di tutto per gli italiani, perché tenere il patrimonio depositato sul conto corrente significa eroderlo del 2% circa a causa dell’inflazione, per il mancato rendimento e la perdita del potere d’acquisto.

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