Fineco AM, uno sguardo alla situazione americana

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Avatar di Redazione 3 Dicembre 2020 | 10:13

Vi proponiamo di seguito una approfondita analisi del Team Investimenti di Fineco Asset Management sull’impatto dell’era Biden sui megatrend. Sostenibilità, Infrastrutture, Big Tech, cosa cambia con il nuovo presidente degli Stati Uniti?

Dopo quasi tre settimane dal voto americano, la General Services Administration (GSA) ha riconosciuto formalmente Joe Biden come apparente vincitore delle presidenziali, aprendo un processo di transizione dei poteri che il presidente uscente Donald Trump stava ostacolando. Con una fase ancora complicata davanti a noi, guardiamo a quale potrebbe essere l’impatto della presidenza Biden per i mercati globali, provando a identificare tematiche di investimento vincenti – e perdenti – in questo nuovo contesto.

Sostenibilità

Quello della sostenibilità è un megatrend già ampiamente riconosciuto. Eppure, sotto la presidenza Biden può solo accelerare. Promettendo di riportare gli Stati Uniti nell’accordo di Parigi fin dal suo primo giorno di presidenza, Biden ha già segnalato che sostenibilità e lotta al cambiamento climatico saranno saldamente in cima alla sua agenda. Il presidente eletto ha poi affermato di portare gli USA sul sentiero della carbon neutrality entro il 2050, convogliando così una ondata di investimenti nell’economia “verde”.

Ad oggi, gli Stati Uniti sono in ritardo rispetto a Europa e Cina nello sviluppo e nella implementazione di tecnologie verdi quali le auto elettriche, l’energia pulita e l’economia circolare. Ma potrebbero tornare sulla scena sotto il Governo a guida Biden. Molte società a stelle e strisce hanno già contribuito significativamente alla crescita e all’innovazione di tecnologie sostenibili, senza alcun supporto pubblico diretto. Con questa ulteriore spinta e la possibilità di ricevere sussidi e altri tipi di investimenti, potremmo vedere un grande passo in avanti nella rivoluzione green.

Infrastrutture

In qualche modo connessa al tema della sostenibilità, anche la volontà di Biden di investire sui miglioramenti infrastrutturali è chiara. Concentrandosi sulla decarbonizzazione dei trasporti, il prossimo Governo ha allocato 2 mila miliardi di dollari per modernizzare le infrastrutture americane, ormai obsolete, con la diffusione di stazioni di ricarica elettrica e altri supporti fondamentali per l’elettrificazione, priorità chiave per i prossimi quattro anni. Questa considerevole iniezione di liquidità sarà probabilmente supportata da nuove regolamentazioni più eco-friendly, che incentiveranno il settore privato a espandere e migliorare i propri asset, spingendo una ulteriore crescita delle infrastrutture sostenibili. Per gli investitori le infrastrutture, essendo una delle leve chiave per la transizione energetica, costituiscono una storia di crescita secolare attraente.

Big Tech

Sono due i temi politici che attualmente rappresentano un rischio sulla profittabilità netta per le cosiddette Big Tech: le politiche sulla concorrenza e la moderazione dei contenuti. Ci sono diverse controversie aperte e potremmo assistere a un certo grado di riforma sotto l’amministrazione Biden. A prescindere dal successo o meno del presidente eletto nel fare approvare regole più punitive, probabilmente ci sarà un’accresciuta pressione su operatori come Amazon, Alphabet e Facebook affinché moderino i loro contenuti e implementino politiche meno monopolistiche. Inoltre, seppur non siano specificamente indirizzati alle Big Tech, i piani di Biden di aumentare le tasse per le aziende dal 21% al 28% potrebbero rappresentare ulteriori sfide per queste grandi aziende tecnologiche.

Bisogna osservare che ci sono molte aree del settore tecnologico non influenzate da queste tematiche. Per esempio, il fintech, l’automazione industriale, trend emergenti come le infrastrutture 5G o il cloud computing ne sono praticamente immuni. È molto meno probabile che società che guidano questi trend strutturali siano colpite dal tipo di cambiamenti politici che Biden potrebbe introdurre, rispetto a società a mega-capitalizzazione invischiate in complesse dispute su privacy, contenuti e comportamenti anti-concorrenziali.

Conclusioni

Con il giuramento di Biden a gennaio, ci aspettiamo di assistere a grandi cambiamenti nei trend tematici globali. Le opportunità di investimento sostenibili in particolare beneficeranno del cambio di amministrazione, così come le infrastrutture (specialmente le rinnovabili) e tutti i segmenti economici a queste collegati. Al contrario, le Big Tech potrebbero dover affrontare nuove sfide nel caso Biden perseguisse legislazioni antitrust o sui contenuti come quelle che attualmente sono state contestate nelle aule dei tribunali. A nostro avviso, va implementato un approccio selettivo agli investimenti nel comparto tecnologico, favorendo temi specifici come il fintech o il cloud computing piuttosto che investimenti ampi sugli operatori più grandi.

Molto dipende naturalmente dall’abilità di Biden nel far approvare le leggi necessarie in Senato, il che non è assicurato. Il controllo del Senato americano non sarà infatti deciso fino a gennaio, anche se finora sembra probabile sarà a guida repubblicana. Questo scenario limiterebbe la capacità di Biden di implementare i cambiamenti necessari per raggiungere i suoi obiettivi. Tuttavia, la sua agenda è chiara e, presumendo una relazione amichevole con il Congresso, dovremmo vedere passi in avanti nella direzione qui delineata.

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