Caro cliente, qualcosa è cambiato

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Avatar di Redazione 21 Dicembre 2020 | 09:59
Quest’anno il Covid ha stravolto la nostra visione, la routine, le abitudini. Parole come tradizione e conservazione hanno ancora senso? E cosa significa essere disruptive? Me l’ha fatto capire un cliente di 82 anni

A cura di Maria Anna Pinturo, consulente presso Credem con la qualifica di Wealth Planner e fondatrice del blog diversamentefinanza.com. 

Photo credit Chico De Luigi

Caro cliente, è necessario cambiare la tua Visione!

Scusate, ho reso molto diretta una esortazione che ultimamente, e mai come quest’anno, faccio ai miei clienti. E la risposta è spesso stata evasiva o, al contrario, altrettanto diretta: e perchè dovrei? 

Fermatevi un attimo a pensare a questo: il cambiamento in ogni sua sfaccettatura, personale e professionale.

Quando si è portati a cambiare? Quando si è costretti dagli eventi, ovvero quando una necessità incombe. Necessità ed eventi che il più delle volte sono all’origine di una vera e propria interruzione di routine, abitudine, regime. Non vi è modo in questi casi di continuare a essere quello che si era prima, non vi è scelta. E questo è vero, se ci pensate, anche quando apparentemente sembra che una scelta ci sia… È come se qualcuno ci portasse da un’altra parte: un incontro con una persona diversa, una circostanza ineludibile, al punto che si deve dire per forza sì.

Abbastanza chiaro? Vi è mai successo? Sicuro. E quest’anno? In un modo o nell’altro è capitato a tutti. Al punto che anche nella mente degli Investitori, così attenti a difendere un punto di vista orientato alla “tradizione”, al “pensiero equilibrato”, quello che da sempre ha fatto sì che anche il più speculativo in fondo rientrasse in una visione bilanciata dell’investimento… persino nella loro mente qualcosa è successo. Anche se raramente accade che se ne rendano conto. Quasi possa parlarsi di una vera e propria interruzione dei processi ordinari di elaborazione che portavano l’investitore inesorabilmente a replicare comportamenti “classici” di approccio all’asset allocation del suo portafoglio.

Una vera a propria Disruption Mentale

Che cos’è la Disruption?

Riprendo un articolo dal significativo titolo Perché il futuro in finanza è sempre più Disruptive (da La Discussione dello scorso 30 novembre https://ladiscussione.com/58848/societa/perche-il-futuro-in-finanza-e-sempre-piu-disruptive/ che ho già citato in altro articolo del blog che vi invito a leggere https://diversamentefinanza.com/heaven-al-sicuro-si-ma-ballando/. L’autore spiega in modo chiaro cosa sia la Disruption:

Le aziende disruptive sono quelle che sfidano i paradigmi esistenti, creando esse stesse dei mercati nuovi. in grado di innovare e creare nuovi mercati, che sfidano i modelli di business esistenti… Pertanto un portafoglio disruptive ha un profilo di rischio/ rendimento bilanciato in grado di resistere a varie condizioni di mercato e di fornire molteplici fonti di performance”.

Quali sono i megatrend disruptive del prossimo futuro?

…un tema trasversale come la “New Home Economy”, alimentato dall’accelerazione della digitalizzazione della nostra vita quotidiana nell’ultimo period, ….Altri di cui della Disruption, come tecnologia, cybersecurity, cloud, e-commerce, fintech… Il cloud, in particolare, sarà fondamentale per la sopravvivenza del business e guiderà la crescita futura… Un altro aspetto fortemente accelerato dal Covid, è stata nel campo della salute e delle scienze biologiche, dove le piattaforme mediche e la telemedicina sono state importanti durante il lockdown. Si tratta di una tendenza forte dalla quale non si tornerà indietro. L’accelerazione della telemedicina e l’aumento delle piattaforme di salute digitale basate sui dati faciliteranno l’accesso alle cure, contribuiranno a gestire meglio le malattie croniche e ridurre i costi… Infine, Tecnologie come Internet delle cose (IoT), Cloud computing, 5G, intelligenza artificiale (AI), stampa 3D e robotica…

Ebbene, ora vi racconto un episodio illuminante. L’altro giorno ho avuto occasione di incontrare un mio cliente che da qui a fine anno è propenso a realizzare gli eccezionali guadagni di alcuni strumenti finanziari presenti nel suo portafoglio per poi spostarsi su “altro”. Ora, chi fa il mio lavoro si riconoscerà in questi appuntamenti classici, che diventano normali da metà di novembre a metà dicembre, sollecitati dalla maggior parte dei clienti desiderosi di non perdere i guadagni acquisiti e di prepararsi al nuovo anno. In un anno come quello che volge a termine, la tipicità di questi appuntamenti si è fatta ancor più pressante a motivo degli straordinari rimbalzi delle valorizzazioni degli asset finanziari praticamente a livello globale. Tuttavia non traete conclusioni affrettate, perché quanto accaduto ha dello straordinario.

Dovete sapere che questo cliente ha ben 82 anni. Da sempre conservatore, sebbene opportunista nel cogliere le occasioni temporanee azionarie del mercato, fino all’anno scorso avrebbe sicuramente optato per il conto corrente. E questa, anche in sede del nostro incontro, è rimasta la sua prima opzione. Ma non vorrete credere a cosa è successo dopo aver confermato questa sua tradizionale preferenza. Ebbene, rispondendo alla mia sollecitazione (non pensate male, qui parlo di esortazione!) a guardare oltre la sua abitudine e a misurarsi con un orizzonte completamente differente, frutto della trasformazione accelerata dal Covid, meglio esemplificata dal concept di Disruptive riportato sopra, sapete cosa mi ha detto? «Bè, una volta realizzati i guadagni potremmo investire su questi “nuovi” mercati…»

Capito cosa è successo? Un investitore da sempre proiettato sui “soliti ragionamenti” di fine anno – della serie prendi i soldi, scappa e stai tranquillo – si è aperto straordinariamente a un concept nuovo come alternativa al conto corrente, senza la minima esitazione.

Disruptive nel futuro della Finanza… Disruptive nella mente dell’investitore.

Qualcosa è cambiato. E noi Consulenti Finanziari e Patrimoniali stiamo vivendo la nostra Disruptive?

Alla prossima!

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