Pir, una flop story di successo

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di Redazione 21 Dicembre 2020 | 10:49
Anche a novembre i Piani individuali di risparmio registrano deflussi. Da inizio anno la raccolta è stata negativa per oltre mezzo miliardo.

Altro mese da matita rossa per la raccolta dei Piani individuali di risparmio (i cosiddetti di Pir). Novembre, infatti, si è concluso con il dato peggiore del 2020, a quota -153 milioni di euro per un totale negativo di 563 milioni da inizio anno. Sono i dati diffusi dall’Osservatorio sui Pir del Sole 24 Ore, che ogni mese sul settimanale Plus 24 riporta i dati di raccolta riguardanti uno strumento di investimento in passato di grande successo, ma ora ormai da diverso tempo zavorrato e incapace di trovare posto nei portafogli d’investimento.

Nell’anno segnato dal Covid, solo i mesi di aprile e maggio hanno fatto registrare afflussi. Insomma, quella che secondo molti operatori avrebbe dovuto essere la stagione della rinascita dei Pir non è mai iniziata. A incidere, senza dubbio, è la situazione di permanente incertezza sui mercati e comunque il contesto generale non ha incoraggiato investimenti sulle realtà italiane medio piccole. Se, invece, si guarda partire dal 2019, i Pir hanno ottenuto risultati positivi. Al top c’è l’Anthilia Small Cap, cresciuto del 59,3%, seguito dal Symphonia Azionario Small Cap Italia (+33,2%) e da Arca Economia Reale Equity Italia con un guadagno del 32,7 per cento.

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