Enasarco, Fare Presto! e Arténasarco gridano allo scandalo

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di Redazione 29 Dicembre 2020 | 14:13
Nuovo episodio per il tormentato rinnovo dei vertici dell’istituto dopo la decisione della commissione elettorale. Le liste alleate ora annunciano ricorsi in ogni sede

Un vero e proprio colpo di mano, che non mancherà di creare strascichi anche a livello giudiziale”. Con una decisione sorprendente, ieri pomeriggio la commissione elettorale Enasarco (leggi qui la notizia) ha deciso di rendere invalido uno dei voti espressi lo scorso 23 dicembre da uno dei delegati eletti in quota “Fare Presto” e “Arténasarco  col risultato di dare la maggioranza al gruppo che è espressione della governance uscente “a scapito di chi aveva ottenuto la maggioranza nelle votazioni dello scorso ottobre, a cui avevano preso parte oltre 30.000 agenti e consulenti e più di 2.500 aziende mandanti“.

Questo quanto si legge in una nota congiunta della coalizione composta da “Fare Presto” e “Arténasarco”, a cui oggi fanno riferimento le associazioni Confesercenti e Confartigianato, Anasf, Assopam, Fiarc e Federagenti.

“La coalizione “Fare Presto” e “Arténasarco” ha ottenuto la maggioranza dei voti totali espressi dagli iscritti: siamo, quindi, espressione della maggioranza sia lato Mandanti (dove Confesercenti e Confartigianato hanno ottenuto il 51% dei voti complessivi espressi nelle elezioni del 24 settembre-7 ottobre) che lato Agenti, dove la nostra coalizione è risultata la più votata in Assemblea”. Noi, preso atto della situazione di stallo che si era generata, avremmo cercato, con responsabilità, un confronto con le altre componenti presenti in Enasarco. Adesso, dopo quanto accaduto, – prosegue la nota della coalizioneanticipiamo la nostra intenzione a ricorrere in ogni sede avverso la sconcertante decisione della commissione elettorale e per chiederne conto a chi ha voluto assumersene la responsabilità”. Ma le due sigle non intendono fermarsi qui: “E’ stato ribaltato il risultato delle elezioni con un colpo di mano. Questo è inaccettabile: noi e le sigle che rappresentiamo (e che rappresentano centinaia di migliaia di iscritti) agiremo in tutte le sedi: giudiziarie e istituzionali. Andremo in strada e manifesteremo, se necessario, ma non lasceremo che la democrazia e la volontà degli elettori, che si sono chiaramente espressi per il cambiamento in seno a Enasarco, venga calpestata“.

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