Enasarco, parla il delegato al centro delle polemiche

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di Redazione 2 Gennaio 2021 | 17:52

Dopo il caso al centro delle polemiche dell’ultima assemblea per il rinnovo del consiglio di Enasarco, vi proponiamo di seguito un ulteriore comunicato a firma FarePresto!

La Commissione Elettorale Enasarco, in data 28 dicembre, in maniera del tutto inaspettata ha deciso di non tenere conto del voto espresso da un Delegato della coalizione “Fare Presto!”  e “Arténasarco” e consegnare così, proprio in ragione di quella preferenza annullata, un consigliere d’Amministrazione in più  – guarda caso quello decisivo per determinare una maggioranza – all’insieme di sigle avverse alle due liste. Fare Presto! e Arténasarco hanno immediatamente interessato le autorità competenti, a tutti i livelli, per riportare giustizia nella composizione della governance della Fondazione e porre rimedio a un atto che mette in discussione la stabilità di Enasarco, nonché il presente e il futuro dei circa 220mila agenti e consiglieri iscritti all’Ente.

Quel Delegato (eletto in quota Case Mandanti per Fare Presto!) si chiama Romualdo Nesta e ha voluto personalmente rivelare come sono andati i fatti. “All’inizio dell’Assemblea, come già fatto nell’Assemblea precedente, mi sono collegato utilizzando il telefonino, sia in video che in audio, con il programma di video conferenza scelto da Enasarco, (Microsoft Teams, ndr). Ho risposto alla chiamata di riconoscimento e sono stato ammesso. Al momento in cui sono stato chiamato a esprimere il mio voto, pur avendolo fatto ed essendo regolarmente collegato, gli altri non riuscivano a sentirmi. Così ho iniziato a premere sullo schermo dei mio cellulare i bottoni per poter parlare, ma nulla di fatto. Nel frattempo ricevevo anche telefonate da parte di alcuni numeri, ma non potevo rispondere perché se lo avessi fatto il collegamento con Teams sarebbe irrimediabilmente caduto. Dopo qualche minuto, nei quali ho premuto non so più quante volte e in quale sequenza i bottoni audio e video, sono finalmente riuscito a farmi sentire: mi sono rapidamente scusato e ho espresso chiaramente il mio voto per “Fare Presto!”. Successivamente al mio voto il notaio dell’Assemblea ha dichiarato “Alla prima chiamate e alla seconda chiamata, per motivi sicuramente tecnici, ma questo nessuno lo sta ovviamente negando, non è stato possibile acquisire il voto di Nesta, il quale si è ricollegato successivamente esponendo una preferenza”. Il Notaio tra l’altro ha poi acquisito il mio voto come settimo voto a Fare Presto”.

Queste le parole del Delegato escluso. La Commissione Elettorale, quindi, con una decisione che non pare avere fondamento se non nella supposta parzialità, ha deciso di ribaltare la volontà espressa da 31.287 tra Agenti e Consulenti Finanziari (che per il 44,81% hanno votato esclusivamente per Fare Presto, risultata la lista di gran lunga con più preferenze e in grado di ottenere, da sola, 5 Consiglieri lato Agenti su 10) ed espressa da 2.543 Aziende, che hanno votato per il 50,96% per le liste Fare Presto (33,74%) e Arténasarco (17,22%), che in coalizione risultano avere la maggiorana assoluta. Eppure, questo l’assurdo determinato dalla decisione della Commissione Elettorale, chi ha vinto si trova oggi non in maggioranza, non in una situazione di parità, destinata ad aprire un tavolo con tutte le parti in causa per garantire la messa in sicurezza dell’Ente, ma addirittura in minoranza; grazie a un artifizio che è privo di qualsiasi fondamento (e precedente) giuridico, regolamentare e (soprattutto) democratico.

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