Credem tra le prime 20 società italiane dove si lavora meglio

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di Redazione 2 Febbraio 2021 | 11:54

Nel 2021 Top Employers Institute, l’organizzazione internazionale specializzata nella valutazione della qualità del posto di lavoro, ha premiato il Gruppo Credem per il suo impegno nel garantire un ambiente lavorativo equo e stimolante. Tale attestazione, attribuita alle aziende che soddisfano requisiti d’eccellenza nelle condizioni lavorative dei dipendenti, conferma per il sesto anno consecutivo l’impegno dell’istituto che si posiziona tra le prime 20 società italiane per il clima aziendale. La cerimonia di premiazione si è svolta lo scorso 28 gennaio con, in via eccezionale, un evento online.

Più nello specifico, Credem si è distinta per i suoi continui investimenti sulle persone cercando di costruire un ambiente lavorativo il più possibile solido, innovativo ed attento. Ruolo importante riveste la formazione con 43 ore all’anno a persona e la parità salariale e lavorativa, quest’ultima riconosciuta recentemente anche da un ente certificatore terzo. Il Gruppo inoltre prosegue il percorso di sviluppo con una forte politica di assunzioni che nel 2020 ha visto l’entrata di oltre 300 nuove persone di cui il più del 60% neolaureati e neodiplomati.

In un anno come quello appena terminato, la familiarità dell’Istituto con lo smart working, utilizzato sin dal 2015, ha permesso di garantire la piena operatività tutelando la salute dei propri clienti e dipendenti. La diffusione dello smart working è cresciuta fino al 94 % nel 2020 permettendo a 5.850 dipendenti di lavorare da remoto.

“Ricevere la certificazione Top Employer per il sesto anno consecutivo è un grande traguardo e motivo di onore per il Gruppo”, ha dichiarato Andrea Bassi, direttore del personale di Credem. “Siamo riusciti ancora una volta a dimostrare la nostra attenzione verso il benessere dei dipendenti e la volontà di costruire un ambiente lavorativo sereno e stimolante. Metteremo tutte le nostre energie per attivare iniziative e progettualità tese ad ascoltare le nuove esigenze ed il contesto che maturerà nei prossimi anni”.

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