Fee only, il futuro dello scenario italiano

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di Daniele Tortoriello 10 Febbraio 2021 | 12:27

Nell’ultima puntata di BFC Education – BlueAcademy, format televisivo legato alle iniziative formative di BlueAcademy, scuola di formazione del gruppo editoriale BFC Media, si è discusso con Massimo Scolari dell’attuale situazione dell’Albo dei consulenti finanziari e dei possibili scenari suggeriti dagli orientamenti espressi dalla Commissione europea.

Massimo Scolari, Presidente di Ascofind, Associazione per la consulenza finanziaria indipendente, è membro del consiglio direttivo dell’OCF, Organismo di vigilanza e tenuta dell’Albo dei Consulenti Finanziari, come rappresentante delle società di consulenza finanziaria.

A poco più di due anni dall’istituzione dell’Albo unico dei consulenti finanziari si è fatto un bilancio sull’andamento delle iscrizioni alle sezioni dell’Albo dedicate ai consulenti finanziari autonomi e alle società di consulenza finanziaria (SCF), che a oggi ammontano rispettivamente a 307 e 44 unità.

Il numero di nuovi ingressi, soprattutto giovani è ancora limitato. Tra i maggiori ostacoli per i giovani, si ricorda che la consulenza finanziaria in materia di investimenti rientra, ai sensi del Testo Unico della Finanza, tra i servizi e attività di investimento; ai consulenti autonomi e alle SCF, per la prestazione del servizio, sono richiesti adempimenti burocratici al pari degli intermediari abilitati, che devono essere seguiti scrupolosamente per non incappare in sanzioni penali e amministrative. Pertanto, in aggiunta al superamento dell’esame di abilitazione, tappa per nulla banale per chi non possiede i requisiti di professionalità, si sommano una serie di passi che ritardano la piena operatività sul campo e, soprattutto in fase iniziale, il supporto di associazioni o società già operanti è auspicabile se non necessario.

C’è da notare però che, come risulta dall’osservatorio di Ascofind, gli investitori richiedono un servizio di consulenza finanziaria più ampio, per cui la consulenza autonoma o indipendente, essendo in grado di rispondere in maniera più completa a queste nuove esigenze, dovrebbe svilupparsi nel prossimo futuro, senza trascurare che su tali prospettive pesano in maniera tangibile gli effetti dell’attuale crisi sanitaria e delle sue implicazioni economiche. Tra questi effetti, per moltissimi risparmiatori, si consideri il cambiamento degli obiettivi di investimento e della tolleranza al rischio. Questo vuol dire che i consulenti finanziari dovranno svolgere un lavoro rilevante nell’aggiornare la valutazione di adeguatezza degli investimenti proposti al profilo dei propri clienti.

Infine uno sguardo a quanto avviene in Europa. Nel documento di Action Plan verso la Capital Market Union la Commissione europea ha previsto l’introduzione dell’obbligo di una certificazione europea per i consulenti finanziari, che attesti il loro livello di conoscenza, di qualificazione e di formazione permanente, e deciso, entro il primo trimestre del 2022, di valutare la fattibilità della creazione di un’etichetta applicabile ai consulenti finanziari in tutta l’UE. La Commissione ritiene infatti che i consulenti finanziari svolgano un ruolo decisivo per il sistema finanziario, anche in tema di educazione finanziaria, per cui è ragionevole richiedere un certo livello di qualificazione, uniforme in tutti gli Stati membri. Tutto ciò conduce a ipotizzare un unico Albo europeo dei consulenti finanziari che consenta di prestare il servizio di consulenza in tutta l’Unione europea.

Al seguente link è possibile rivedere integralmente la puntata di BFC Education – BlueAcademy con Massimo Scolari

 

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