Banca Generali, in pista con trenta promesse

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Marcello Astorri di Marcello Astorri 15 Febbraio 2021 | 10:19

Tavoli di lavoro, percorsi di formazione esclusivi e qualcuno già prevede affiancamenti e compensi fissi per aiutare i più giovani nell’avviamento professionale. Il mondo della consulenza finanziaria sembra finalmente muovere passi concreti in direzione del ricambio generazionale, vero tasto dolente di una professione che a oggi conta un’età media di 51 anni. Il vero problema, concordano in molti, sono i primi passi. La professione, per com’è stata strutturata fino a oggi, oppone barriere d’ingresso per chi deve partire da zero e non eredita un portafoglio clienti da un genitore. Questo tuttora fa allontanare molti giovani talenti, che scelgono di rivolgere le proprie ambizioni ad altri campi. Ora, però, da Assoreti ad Anasf, il tema del ricambio generazionale ricorre sempre più spesso nei vari convegni di settore, tanto da portare queste due realtà istituzionali ad allearsi con l’apertura di un tavolo di lavoro che punta a produrre iniziative concrete entro la fine di quest’anno. BLUERATING, dal canto suo, ha interpellato autorevoli esponenti dell’industria, per capire cosa effettivamente è già stato messo in campo per poter dare un futuro promettente alla professione.

Intervento di Marco Bernardi, vice direttore generale di Banca Generali.

Quella del ricambio generazionale è una sfida fondamentale per la consulenza così come per il tessuto imprenditoriale del Paese. Oggi, infatti, la ricchezza del nostro Paese è tipicamente concentrata nelle fasce d’età più avanzata della popolazione le quali sono maggiormente inclini a condividere le scelte di pianificazione patrimoniale con professionisti d’esperienza in grado di comprendere meglio i loro bisogni e obiettivi. Pur riconoscendo che nella nostra professione il valore delle competenze si acquisisce col tempo e si arricchisce d’esperienze importanti che spaziano dalla pianificazione alla protezione del patrimonio, miscelando soluzioni  anche di wealth management, ritengo che sia cruciale alzare lo sguardo al futuro e mirare alla crescita sostenibile del nostro lavoro. In questa direzione diventa fondamentale riuscire a garantire porte d’accesso e percorsi dedicati a figure più giovani che faticano a compiere i primi passi da soli, venendo in certa misura meno, per effetto della crisi, anche il tradizionale bacino d’accesso degli incarichi bancari che avvicinavano alla relazione con la clientela. Per questo motivo in Banca Generali stiamo accelerando un progetto dedicato ad un bacino selezionato di giovani risorse di confrontarsi con diversi ambiti della banca, con il forte plus di avere al proprio fianco un banker d’esperienza che lo guida e che può aiutare.

Il progetto riguarderà per il 2021 un campione di una trentina di ragazzi da inserire, affiancati appunto da un professionista di elevato standing, e sarà il primo passo di un piano più allargato anche alle risorse interne e alle soluzioni finanziarie che la banca sta studiando per supportare i giovani. Oggi la nostra rete ha un posizionamento orientato al private con portafogli importanti, al vertice del settore delle reti, e vede quindi perlopiù profili di grande esperienza tra le proprie fila, ma possiamo contare su circa il 6% di professionisti under 40 che continuano a crescere con molte eccellenze al proprio interno.

 

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