Consulenti, gioco di squadra per i giovani

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di Redazione 1 Marzo 2021 | 09:58

Tavoli di lavoro, percorsi di formazione esclusivi e qualcuno già prevede affiancamenti e compensi fissi per aiutare i più giovani nell’avviamento professionale. Il mondo della consulenza finanziaria sembra finalmente muovere passi concreti in direzione del ricambio generazionale, vero tasto dolente di una professione che a oggi conta un’età media di 51 anni. Il vero problema, concordano in molti, sono i primi passi. La professione, per com’è stata strutturata fino a oggi, oppone barriere d’ingresso per chi deve partire da zero e non eredita un portafoglio clienti da un genitore. Questo tuttora fa allontanare molti giovani talenti, che scelgono di rivolgere le proprie ambizioni ad altri campi. Ora, però, da Assoreti ad Anasf, il tema del ricambio generazionale ricorre sempre più spesso nei vari convegni di settore, tanto da portare queste due realtà istituzionali ad allearsi con l’apertura di un tavolo di lavoro che punta a produrre iniziative concrete entro la fine di quest’anno. BLUERATING, dal canto suo, ha interpellato autorevoli esponenti dell’industria, per capire cosa effettivamente è già stato messo in campo per poter dare un futuro promettente alla professione.

Luigi Conte, Presidente di Anasf.

Il tema del ricambio generazionale è da sempre all’attenzione dell’Associazione. Il problema demografico che oggi stiamo vivendo riverbera su tutti i settori del mercato e non soltanto su quello della consulenza finanziaria. Il mio impegno in qualità di Presidente Anasf è di puntare concretamente sui giovani di talento, per far conoscere loro le potenzialità di questa professione: un’attività dinamica, che permette di stare a contatto con le persone e di capire le loro esigenze, aiutandole a guardare al futuro con ragionevole fiducia. Il ruolo che oggi il consulente finanziario ricopre nel tessuto economico-sociale del Paese è fondamentale: noi cf infatti seguiamo i progetti di vita dei nostri clienti e li aiutiamo a realizzarli. Per queste ragioni già a fine 2020 abbiamo avviato un tavolo di lavoro insieme ad Assoreti per definire – entro la fine del 2021- un progetto concreto che punti ad aprire le porte della consulenza finanziaria alle nuove leve, per stimolare i ragazzi a entrare nel settore e soprattutto a restarci. Il progetto coinvolgerà i Ministeri e tutte le autorità competenti al fine di attivare l’erogazione di investimenti dedicati – quali bonus o contributi fiscali – che aiutino i più giovani a intraprendere la professione. La richiesta di consulenza finanziaria c’è ed è forte e servono persone specializzate, che hanno bisogno di una spinta per valorizzare la nostra economia. L’ingresso di nuove leve nell’industria del risparmino e i progressi in positivo che ne deriveranno potranno fungere anche da benchmark per altri settori e professioni.

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