Calenda, i promotori finanziari e la confessione che fa discutere

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Marcello Astorri di Marcello Astorri 9 Marzo 2021 | 09:44

Anche Carlo Calenda ha un bagaglio di esperienze in comune con molti consulenti finanziari, ma l’articolo che riporta la sua intervista ha acceso la discussione tra i professionisti del settore.

Tutto nasce da un articolo pubblicato dal Corriere della Sera, a firma di Tommaso Labate, in cui l’ex ministro, parlamentare europeo, candidato a sindaco di Roma e leader della formazione politica Azione, ha raccontato che a 18 anni svolgeva la professione dell’allora denominato promotore finanziario.

“Lei conosce la tecnica delle telefonate a freddo?”, attacca Calenda nell’intervista rivolgendosi al giornalista, “Ecco, si immagini il vecchio elenco del telefono. Aprivo una pagina a caso e da lì cominciavo”. Calenda era bravo, dice, ma non sempre gli andava bene: “su cento telefonate, diciamo, novantanove finivano subito con un bel “vaffa” e una era l’appuntamento fissato”.

Il politico considera quel periodo della vita come una grande palestra di vita: “Non tutti gli appuntamenti finivano con un contratto siglato. Chi sottoscriveva, con soddisfazione sia sua che mia, mi segnalava poi altri cinque contatti. E da lì si creava la rete”. Una storia che, assai probabilmente, è condivisa da molti consulenti finanziari navigati, i quali hanno iniziato a costruire la loro clientela partendo proprio dalle telefonate a freddo.

Subito l’articolo è stato condiviso da diversi consulenti sui social che, nel commentarlo, si sono divisi sue due tipi di osservazioni: “Fortunatamente oggi il consulente finanziario è una figura professionale di ben altro spessore rispetto alla rappresentazione del venditore porta a porta come simpaticamente descritto sul Corriere della Sera”.

Oggi, indiscutibilmente, la professione è molto cambiata rispetto a quella descritta da Calenda. Tuttavia, c’è chi non rinnega quel passato: “Anche trenta anni fa si poteva essere professionali…Le telefonate a freddo sono state una grande scuola, adatta a quei tempi. Ottenevano maggiori successi i colleghi preparati, formati, motivati e professionali. Non è un confronto tra vecchio e nuovo ma una naturale evoluzione”.

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