Consulenti etici sì, ma anche consapevoli

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La seconda abilità morale sulla quale si basa la competenza etica del professionista è definita consapevolezza morale. Essa si articola in tre dimensioni: a) interpretare la situazione in una prospettiva morale; b) assumere ruoli diversi al fine di sperimentare come le varie possibilità di azioni possono influenzare tutte le persone coinvolte; c) immaginare la catena causale tra gli eventi e gli effetti che possono essere prodotti.

In ogni situazione
Tutto ciò per essere consapevoli della presenza di problemi morali quando si presentano, in tutte le situazioni personali, professionali o lavorative. A differenza della abilità di percezione morale (cd. intensità morale che si riferisce alle caratteristiche della situazione), la consapevolezza morale si fonda sulle capacità dell’individuo di riconoscere una situazione morale in termini cognitivi (valutazione delle possibilità di generare effetti negativi sugli altri) e affettivi (valutazione e interpretazione delle reazioni e dei sentimenti degli altri).

Allenamento necessario
Come sviluppare l’abilità della consapevolezza morale? È necessario allenarsi a riconoscere l’esistenza di una questione morale, mediante la riflessione sulla situazione e sui conflitti tra le esigenze dei diversi portatori di interesse coinvolti. In particolare, è importante rafforzare la capacità di individuare in una situazione le potenzialità relative sia ai danni che possono essere arrecati agli altri dalle proprie azioni sia alle violazioni di norme sociali. Per questo secondo passo di auto-valutazione, è disponibile un modulo di check up sul web all’indirizzo ispri.ng/5rZ2G

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