Bim-Consulia, la rivincita di D’Aguì

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di Andrea Giacobino 22 Marzo 2021 | 08:53
Se il deal andrà in porto il discusso finanziere torinese d’adozione tornerà nella banca di cui a lungo è stato a.d. e che cercò di comprare.

Se andrà in porto l’acquisizione di Banca Consulia da parte della quotata Banca Intermobiliare (Bim) guidata da Claudio Moro il finanziere torinese d’adozione Pietro D’Aguì (nella foto) avrà la sua rivincita. D’Aguì, che di Bim è stato a lungo amministratore delegato (1998-2013), subì pesanti critiche della sua gestione da parte di Banca d’Italia e fu sanzionato per ben tre volte. Nel 2015, quando Veneto Banca mise in vendita Bim (poi finita al fondo Attestor) D’Aguì mise in piedi una cordata per riprendersi la banca, che però fu stoppata dalla Bce. Non pago l’ex capoazienda presentò un esposto che determinò l’apertura di un’indagine sul governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, finita in un nulla di fatto. Nel 2018 D’Aguì diventò azionista col 3,2% di Capital Shuttle, che controlla l’84% di Banca Consulia, tramite la High5, veicolo controllato dai suo figli ClaudiaEmilio e Roberto, che lavora proprio in Banca Consulia dal 2017: il veicolo è stato poi assorbito dalla Nuova Compagnia Finanziaria di Torino, in possesso oggi del 4,7% di Capital Shuttle, di cui socio col 22% è la Ciper dei tre figli di papà D’Aguì, che ne è amministratore unico. E ora, se Bim compra Banca Consulia, D’Aguì ritorna dalla finestra in quella banca dalla cui porta era stato cacciato.

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