Consulenza, l’immaginazione morale del professionista

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La terza abilità morale sulla quale si basa la competenza etica del professionista è definita immaginazione morale. Essa può essere sinteticamente definita come la capacità congiunta di due fondamentali attività del pensiero, basate sulle strutture cerebrali del prefrontale, tipicamente umane.

Sapere immedesimarsi
La prima attività di pensiero è quella di discernere gli aspetti morali di una situazione, relativamente a tutti i potenziali portatori di interesse coinvolti, immedesimandosi empaticamente nel loro punto di vista. La seconda attività del pensiero consiste nello sviluppare creativamente una gamma di valutazioni alternative della situazione stessa, da diverse prospettive morali, ossia utilizzando diverse teorie e principi morali. Spesso le persone nel valutare le situazioni focalizzano la propria attenzione solo su alcuni aspetti, tralasciando di analizzarla da diversi punti di vista. Come sviluppare l’abilità dell’immaginazione morale?

Interrogativi da porsi
È importante chiedersi costantemente: quali sono le diverse modalità con le quali potrei agire? Quali sono le questioni morali che ciascuna azione ipotizzata pone? Chi e come sarà influenzato dalle decisioni e dalle azioni ipotizzate? La letteratura evidenzia che quando i professionisti hanno acquisito la padronanza dell’abilità di immaginazione morale hanno una maggiore probabilità di arrivare a un risultato eticamente migliore. Il modulo di check up della abilità della immaginazione morale è disponibile al link: ispri.ng/79v58 e altre risorse circa la competenza etica: ispri.ng/69p2W

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