Il private banker che sfida i populisti della finanza

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Avatar di Redazione 6 Aprile 2021 | 10:01

Vi proponiamo di seguito una lettera inviata da un nostro lettore relativamente all’articolo Consulenti, c’è chi parla ancora di “piazzisti del gestito”

Buonasera, sono un Private Banker e ho letto sia quello che scrive Beppe Scienza, sia  quello che ha scritto recentemente su Altroconsumo il direttore Vincenzo Somma sempre a proposito di Fineco e della sua recente modifica unilaterale.

In altri tempi avrei provato sdegno e gli avrei risposto per le rime a questi signori, spiegandogli  nel dettaglio la logica ed anche la sostanza della comunicazione, che anche se non sono nella testa del management Fineco trovo sia abbastanza logica e condivisibile , oltre che essere  a vantaggio proprio dei clienti stessi.

Ma temo sia tempo perso, ormai vivono in un  mondo tutto loro circondati da quelli che ancora pensano che i Bot diano  l ‘interesse anticipato , che il BTP che scade fra 4 anni gli renda,  da oggi in avanti,   qualcosa intorno all ‘1%, da quelli che ancora non sono usciti dal concetto del “se io ti do 100 mila euro tu quanto mi dai?”.  

Li leggo perché non ho paura di conoscere altre opinioni, la confutazione delle mie idee, analizzata con sano realismo,  mi rende ancora più determinato e convinto del valore della Consulenza Finanziaria.

Grazie alla loro disinformazione ed alla avversione a “prescindere” verso il tema della consulenza finanziaria, oggi più che mai una necessità e dovere sociale,  questo popolo di risparmiatori che passano in tempi di crisi dei mercati azionari   dal conto deposito all etf short leva 7  (si avete letto bene, sono anche questi i consigli di Altroconsumo),  purtroppo continuerà a  muoversi senza una logica tra strumenti molto diversi tra loro, senza averne capito il funzionamento e senza avere una strategia , mettendo in atto quasi tutti gli errori ben noti nella finanza comportamentale.

Però, essere “populisti della finanza” , in mancanza di altri valori e concetti da trasmettere , come  la diversificazione , l orizzonte temporale, ma soprattutto il valore della pianificazione in funzione degli obiettivi, può portare  ad avere un facile seguito in tempi come questi,  dove per esempio il concetto di tassi negativi è molto difficile da digerire e soprattutto  trasformare in scelte razionali.

Fare cultura finanziaria mi rendo conto è molto più difficile, significa dire le cose come sono e non come vorremmo sentircele dire, significa mettere in dubbio i nostri paradigmi ai quali siamo tanto attaccati, significa dedicare tempo a conoscere i nostri interlocutori e quali sono veramente i loro bisogni, prima di dare consigli.

Questo è quello che fanno i consulenti finanziari e che mi risulta, a giudicare dai risultati di raccolta da quando è scoppiata la pandemia, sia un lavoro sempre più apprezzato dalla fascia di risparmiatori  con più cultura finanziara del nostro paese, quelli che capiscono che il loro interesse e quello del loro consulente coincide esattamente, perchè è normale che sia così.  

Per qualcuno ammetterlo sarà un po’ difficile…ce ne faremo una ragione.

Paolo Zanaboni

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