Banche e pensioni: le prospettive di Sileoni

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Avatar di Antonio Potenza 8 Aprile 2021 | 12:05

Il nuovo metodo contributivo determinerà una riduzione delle pensioni e penalizzerà soprattutto i giovani.
Ad affermarlo è il segretario generale della Fabi, Lando Maira Sileoni, durante il dibattito online “Fondi pensione: strategie di investimenti per il welfare dei giovani e il rilancio del Paese” organizzato dalla Federazione autonoma bancari italiani. Il dibattito sarà trasmesso sabato e domenica su Class Cnbc.

Come riporta Milano Finanza, Sileoni ha delineato uno scenario su cui sicuramente ci sarà bisogno di lavorare per un futuro contributivo più solido: <<In Italia aderisce a un fondo pensione un lavoratore su tre, in Germania più di uno su due. E, nonostante ne abbiano più bisogno, proprio i giovani ci puntano poco>> ha sottolineato il segretario della Fabi, per poi sottolineare: << Saranno penalizzati soprattutto i giovani, che spesso fanno lavori precari e pure discontinui. La previdenza complementare sarà cruciale per assicurare la sostenibilità del sistema previdenziale pubblico e sarà importante per evitare un futuro di pensionati con vitalizi drammaticamente bassi>>.

La soluzione potrebbe essere quello della previdenza complementare, una metodologia contributiva che andrebbe in contro alle esigenze di una sempre maggiore percentuale di lavoratori soggetti a regimi lavorativi precari e instabili. La previdenza complementare diventa un tema fondamentale anche in chiave ripresa economica e post Covid.
In questo senso il segretario generale della Fabi è stato chiaro: <<Per risolvere la situazione con lungimiranza, non basterà aumentare le tasse, ma bisognerà far leva sull’aumento del prodotto interno lordo, facendo ripartire investimenti e crescita. In questo senso, saranno determinanti tutte le risorse in arrivo dall’Europa: ma non basteranno i 37 miliardi di euro del Pandemic Mes e i 191 miliardi del Recovery Fund. Servirà anche uno sforzo italiano, interno>>.

Un’altra soluzione Sileoni l’ha comunque delineata come seconda opportunità per crescere e migliorare le prospettive pensionistiche: << I fondi pensione potrebbero comprare volontariamente titoli pubblici a lunga scadenza con rendimenti adeguati: mi riferisco a emissioni speciali di btp emessi dal Tesoro con scadenze che vanno da 20 a 50 anni. Lo Stato così potrebbe avere importanti risorse da investire per esempio per le opere pubbliche. Si potrebbero far nascere speciali fondi di investimento che puntano all’economia reale, a cui i fondi pensione hanno già dimostrato di essere interessati>> E conclude: <<vanno premiati quelli che rispettano il futuro delle giovani generazioni>>.

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