Vedrai come cresce il business

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di Francesca Vercesi 12 Aprile 2021 | 09:23
La startup fondata da Michele Grazioli sviluppa tecnologie per ottimizzare le decisioni aziendali

A 13 anni già si districava tra algoritmi e intelligenza artificiale. Ecco chi è Michele Grazioli (nella foto) che nel 2020, in piena pandemia, ha fondato Vedrai, la startup innovativa che sviluppa piattaforme per migliorare i processi decisionali delle aziende.

Ci racconta il software che ha ideato e ci fa qualche esempio?

Il core della nostra tecnologia permette di prevedere l’impatto che una decisione ha sui principali indicatori di performance aziendali, indicatori sia economico finanziari sia inerenti altre aree dell’azienda. Per esempio, se vogliamo aumentare il prezzo del 5% del nostro prodotto, la piattaforma calcolerà l’impatto che la decisione avrà.

 Le pmi italiane soffrono di nanismo, con il Covid sono in crisi di liquidità e hanno spesso mentalità poco propense a investire in modo massiccio in tecnologia. Non la spaventa?

Ci rivolgiamo alle Pmi perché siamo convinti che siano fondamentali per il tessuto socio economico italiano. Tuttavia, se non si doteranno di strumenti in grado di abbattere i rischi di prendere determinate iniziative o di fare determinati investimenti, avranno vita breve poiché non possono permettersi di sbagliare, a differenza di grossi gruppi e multinazionali. Noi spieghiamo la nostra tecnologia in modo semplice e concreto: vogliamo sensibilizzare le Pmi ad adottare strumenti all’avanguardia, per prendere decisioni basandosi su aspetti quantitativi e non solo qualitativi.

 Come stanno andando le cose in Italia?

Le cose stanno andando molto bene, siamo sul mercato da fine 2020. Abbiamo chiuso il primo trimestre di attività con numeri e un ebitda importanti ma soprattutto con clienti contenti e propositivi rispetto alle nostre soluzioni: sono loro il primo veicolo per trasmettere l’idea di gestire l’azienda a preventivo e basandosi su evidenze quantitative.

 Vedrai è nata nel pieno della pandemia del Covid-19. Quali sono gli scogli principali che avete incontro e quali i punti di forza?

In primis far capire che questa è una tecnologia che va adottata subito e non tra 3-5 anni. Spesso quando si parla di intelligenza artificiale o comunque di tecnologie legate al nostro mondo, si pensa a qualcosa di molto futuristico. In realtà più si aspetta più si rischia di perdere il vantaggio competitivo. Siamo tra i primi sul mercato italiano, con questo target e con una tecnologia così avanzata ma allo stesso tempo semplice. Poi abbiamo il vantaggio di nascere da imprenditori conosciuti e rinomati nel settore.

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