Banche, i vizietti della pandemia

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di Antonio Potenza 19 Aprile 2021 | 12:01

I segretari generali dei sindacati del settore bancario (Fabi, First-Cisl, Fisac-Cgil, Uilca e Unisin) hanno chiesto all’Abi di modificare l’ordine del giorno di una recente riunione chiedendo di aggiungere il punto relativo alle pressioni commerciali. Quest’ultime sono diretta conseguenza  dell’avvento dell’emergenza. Compromesso il raggiungimento dei budget commerciali, si sono imposte nuove modalità di lavoro. La richiesta è stata accolta dall’Abi.

I problemi principali sono sostanzialmente due. Il primo è relativo alle pressioni fatte quotidianamente sui dipendenti che riguardano in particolare il moltiplicarsi delle campagne prodotto, l’inserimento e l’innalzamento di budget individuali, il richiamo all’intensificazione degli appuntamenti in filiale nonostante i protocolli. Il secondo è legato al rischio di pratiche poco trasparenti. E questa situazione è comune alla gran parte delle principali banche italiane quotate.

Come riporta Mf, un grande istituto di credito, per andare incontro alle indicazioni di Banca Italia e Ivass ha inserito un blocco all’emissone delle polizie di protezione, che si attiva a tre giorni dalla data dell’esecuzione. Il monito era quello di porre attenzione all’abbinamento tra polizze che non presentano collegamento funzionali ad alcun prestito.
Questo blocco, valido per persone fisiche e micro-imprese, è attivo esclusivamente con riferimento all’offerta di polizze e finanziamenti intermediati dal gestore in filiale. Sono escluse le offerte a distanza.  I sindacati mettono in guardia da elusioni della norma, consigliando di segnalare immediatamente l’eventualità.

In un’altra grande banca  alcuni funzionari inviano mail con budget assegnati ad ogni Hub, relativi al prodotto del mese. Logica della matrice, un po’ stantia, che ha attivato gli allarmi di molti sindacalisti, che denunciano anche l’uso di strumenti vietati da circolari interne.
Gli stessi hanno chiesto l’immediata sospensione di messaggi massivi rivolti alla rete  da parte delle funzioni commerciali con cui si richiama ad un’intensificazione degli appuntamenti in filiale con i clienti. Comportamento che conferma l’atteggiamento di sottostima della situazione emergenziale.

La Fabi non ha dubbi e prende posizione netta: “continueremo a contrastare le situazioni incoerenti con ogni mezzo. In passato i lavoratori del settore sono già scesi in piazza al fianco di associazioni dei consumatori. Se sarà necessario, non esiteremo a farlo nuovamente”, commenta Mattia Pari, segretario nazionale Fabi.
Pari poi sottolinea: “Alcune banche, in piena zona rossa, continuano ad avviare campagne commerciali che hanno l’obiettivo di portare in filiale la clientela per proporre nuovi prodotti, secondo noi, non sempre necessari. Questa scelta espone i lavoratori a maggiori rischi e non riteniamo che questi spostamenti siano in tutti i casi coerenti con le norme in vigore nel Paese”.

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