Creval, respinta l’offerta di Agricole

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di Antonio Potenza 20 Aprile 2021 | 12:45

L’offerta di Agricole è stata respinta dal Credito Valtellinese.

L’assemblea

La proposta di Credit Agricole, consegnata a Creval ad inizio mese, è stata respinta e l’elezione del nuovo cda si è tenuta ugualmente, con il voto del 64,2% del capitale presente. I soci hanno quindi proceduto a rinnovare il board, nonostante la richiesta di rinviare l’elezione dopo la chiusura dell’Opa (ovvero, domani mercoledì 21 aprile).
All’assemblea erano presenti oltre 200 azionisti con circa 42 milioni di azioni, pari al 60,12% del capitale. I principali soci presenti erano Credit Agricole Italia, Credit Agricole Assurance, Dgfd, Algebris, Alta Global, Franklin, Hosking, Melqart, Petrus Advisers e Samson Rock.

Contro il bilancio

Intanto in assemblea, Credit Agricole Italia ha votato contro il bilancio 2020 del Credito Valtellinese nel corso dell’assemblea degli azionisti, forse del suo 20,5% del capitale azionario. Inoltre, Agricole si sarebbe astenuta sul dividendo e non ha partecipato al voto per il rinnovo del cda.

Gli hedge fund monitorano

Gli hedge fund che controllano il capitale del Credito Valtellinese hanno deciso di giocare il tutto per tutto, l’obiettivo è massimizzare i profitti prima della scadenza dell’Opa da parte di Credit Agricole Italia.
A quattro giorni dall’offerta ritoccata dei francesi, passando da 10,5 a 12,2, molti investitori hanno deciso di avere fiducia in una nuova modifica dell’offerta.
In una nota Petrus Advisers, azionista del Creval con poco più del 3%, ha comunicato che non aderirà all’offerta dei francesi. Gli stessi, in una pattuglia di investitori che vede Alta Global, Hoskings Partners e Melqart, hanno partecipato all’assemblea rifiutando ufficialmente la proposta di Agricole.
Da qui il richiamo del board uscente che chiede all’offerente un nuovo ritocco, benché ne abbia apprezzato la struttura e i dettagli industriali.

I francesi confermano: offerta definitiva

Di risposta Credit Agricole ha escluso fortemente la possibilità di modificare nuovamente l’offerta. La banque verte l’ha confermato in una nota ieri sera: «Il corrispettivo di 12,2 per azione, con l’integrazione di 0,30 euro nel caso in cui sia superata la soglia del 90%, e così per complessivi massimi 12,5 euro per azione, è da considerarsi finale e definitivo».

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