IWBank diventa Sim, il sindacato vuole sognare

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di Redazione 23 Aprile 2021 | 10:26

In seguito alla notizia della prossima trasformazione di IWBank in  SIM, abbiamo intervistato il dirigente sindacale di Federpromm-Uiltucs Nicola Scambia, responsabile del coordinamento dei circa 700 consulenti finanziari della rete di IWBank

Cosa state facendo come sindacato in merito alle recenti iniziative di Intesa relative a IWBank?

Federpromm è un sindacato che difende i diritti dei lavoratori, previsti dalla costituzione e non interviene sulle decisione del top management di Intesa, tanto meno su quelle del top management di IWBank che devono rispondere ai loro azionisti e nessun altro. Si tesserano al sindacato coloro che capiscono l’importanza di essere rappresentati. E’ una cosa nuova il sindacato dei consulenti finanziari in un settore di individualisti a volte un po’ presuntuosi.

Cosa cambia per i consulenti con la trasformazione a SIM di IWbank?

A mio avviso nulla, anzi.  Avere azionista il secondo gruppo bancario europeo può portare solo delle ottime opportunità. Le dichiarazioni dei diversi top manager di Intesa ripetono da sempre la volontà di valorizzare il modello di servizio basato sulla tecnologia e multicanalità di IWBank. Noi ci fidiamo delle dichiarazioni del top manager bancario numero uno in Italia. Come consulente finanziario IWBank, sono più sereno oggi che prima di questa acquisizione.

Quindi il sindacato come si adopererà in questa fase?

Chiediamo approfondimenti alla banca ogni volta che i tesserati sollecitano un nostro intervento. Abbiamo redatto un business plan, non è certo quello di qualche mega società internazionale che costerebbe milioni di euro. Noi del sindacato lo regaliamo basta chiedercelo. Per riassumere, credo molto che le dichiarazioni pubbliche non saranno smentite e confido che IWBank possa diventare la banca digitale più competitiva in Italia e tra qualche anno in Europa. Con un’azionista del genere si può sognare.

Ieri all’Hotel Gallia si sono riuniti i top manager con i Wealth.

Non ne so nulla. Qualche giorno fa c’era stata con i consulenti finanziari.

Si legge sui social che il sindacato proporrà un nuovo mandato a tutte le reti di vendita.

Un mandato è un contratto molto complesso. Si proporranno degli aggiustamenti e le reti che vogliono recepirli avranno dei vantaggi di immagine, altrimenti finirà come altre iniziative di associazioni di categoria, cioè nel dimenticatoio. Il consulente finanziario è giuridicamente un agente di commercio senza diritti. Se nel passato le diverse reti di vendita si rubavano consulenti finanziari a suon di ingaggi, oggi il mercato è più stabile e si può pensare a degli aggiustamenti, soprattutto se vogliamo avvicinare i giovani. Conosco la maggioranza dei direttori commerciali e manager delle diverse reti di vendita. Sono tutte persone responsabili e padri di famiglia, sono sicuro che non avranno problemi a integrare il mandato di agenzia come fattore di differenziazione con la concorrenza.

Mi faccia un esempio di cosa potrebbe esserci nel nuovo mandato.

L’intento sarà di avere un mandato, o contratto che si voglia chiamare, più equilibrato, in cui si preveda ad esempio che la mandante non possa revocare il rapporto di lavoro senza una giusta causa.  E che nel caso lo faccia, inventandosi una giusta causa, se perde la causa, la mandante sarà tenuta a pagare il doppio di quanto disporrà il giudice. Nella mia personale esperienza ci sono voluti 12 anni per arrivare a far valere le mie ragioni e l’indennizzo per il danno cagionato è stato inferiore a una annualità di reddito. Ma c’è un altro aspetto importante che riguarda gli investimenti ESG, Environmental, Social, Governance. Nel mondo post Covid 19 ci sarà una grande attenzione per l’ambiente e per tutte quelle iniziative che hanno un impatto sociale, come il rispetto dei diritti umani, l’attenzione alle condizioni di lavoro, la parità di genere e il rifiuto della discriminazione in tutte le forme: una rete di vendita che propone investimenti che rispettino i criteri ESG dovrebbe essere ESG compliant lei prima di tutti gli altri. Un mandato più equilibrato farà sicuramente bene all’immagine delle reti di consulenti, agli stessi consulenti e soprattutto ai clienti. Un consulente tranquillo lavora meglio. In passato ho dimostrato di sapere difendere i miei diritti e quelli dei clienti, la questione delle variazioni del mandato mi sta a cuore non per me ma per il settore e sono sicuro che sta a cuore a tanti top manager responsabili, servirà per attirare giovani talenti che sono molto più istruiti e colti della media dei consulenti che li hanno preceduti negli ultimi 50 anni e che vogliono un contratto con diritti e doveri chiari.  

Ci potrebbe essere un nuovo JACKFLY?

Lo escludo. Non ho 12 anni di tempo.  

E se non verranno rispettate le promesse?

Pronto, non la sento, pronto…Click

 

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