Scf, un decollo un po’ in ritardo

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di Marcello Astorri 27 Aprile 2021 | 10:30

A distanza di due anni dall’istituzione dell’Albo unico dei consulenti finanziari, la tanto attesa ondata di consulenti autonomi e società di consulenza finanziaria (Scf) non si è ancora verificata. Consultando l’Albo Ocf, si osserva che i consulenti autonomi sono circa 350 e le Scf sono 45. Quest’ultime, per altro, sono particolarmente concentrate al Nord Italia, con una sparuta rappresentanza al Centro e un’assenza totale per quanto riguarda le regioni del Sud. Uno scenario ben lontano da quanto si osserva per esempio nel Regno Unito, dove i consulenti finanziari sono solo fee only. BLUERATING allora ha condotto una sua inchiesta all’interno del mondo delle Scf italiane per capire cosa freni la loro diffusione. Sono state interpellate AssoSCF e Ascofind, entrambe associazioni che rappresentano le società di consulenza finanziaria autonoma nel nostro Paese. E se da una parte si è riscontrata la massima disponibilità della prima, non altrettanto è avvenuto per la Ascofind guidata da Massimo Scolari che ha ritenuto di non partecipare lasciando così tutto lo spazio all’associazione rivale (AssoSCF).

Dentro la legalità
“Sembrano numeri piccoli, ma consideriamo che fino a due anni fa l’attività era vietata: chi avesse iniziato a prestare il servizio di consulenza indipendente dopo il 2007 avrebbe commesso un reato”, spiega Luca Mainò (1), fondatore di Consultique Scf, membro del consiglio direttivo Nafop e vicepresidente AssoSCF: “Dopo tantissime vicissitudini siamo riusciti, noi di Nafop (l’associazione dei consulenti autonomi, n.d.r.) e AssoSCF, con una continua attività di sensibilizzazione delle autorità di vigilanza e del legislatore e grazie anche alle direttive europee, a raggiungere il traguardo della nostra istituzionalizzazione”. Al momento il 75% dei consulenti indipendenti è presente in Lombardia, Veneto, Piemonte ed Emilia-Romagna. Tra le Scf, invece, il 65% ha la propria sede in Lombardia o Veneto. Una diffusione a macchia di leopardo che rivela ancora diverse difficoltà.

Non più venditori
“La nostra presenza all’interno dell’organismo di vigilanza ci sta permettendo di far comprendere a banche, reti distributive, agli ex promotori finanziari e ai dipendenti delle filiali che la nostra figura professionale può portare all’intero mercato solo benefici”, prosegue Mainò, “fino a due anni fa il posto in banca o come venditore di prodotti finanziari e assicurativi era l’unico modo per poter entrare nel mondo finanziario e interagire con gli investitori. Oggi tutto è cambiato”. L’aumento della trasparenza, insieme alla spinta dei regulator, per AssoSCF spingerà il sistema verso una progressiva attenuazione dei conflitti di interesse nel settore finanziario. Il vice presidente di AssoSCF, quindi, rimane fiducioso: “Creare una propria società, magari insieme a commercialisti e altri colleghi, permette di consolidare le proprie esperienze e le proprie relazioni, soprattutto per i veterani del settore consente di dare vita a un asset trasferibile ai propri figli, cosa che non può avvenire se si lavora in banca visto che i clienti sono della mandante”. A ingrossare le fila della consulenza indipendente potrebbero arrivare proprio i commercialisti, i quali potrebbero abilitarsi allo svolgimento della professione dopo l’esame da consulente finanziario. “Nella nostra community abbiamo una decina di commercialisti che sono anche iscritti all’Albo dei consulenti finanziari nella sezione degli indipendenti. Alcuni hanno anche costituito la propria Scf”, conclude Mainò.

Storie di professionisti
E tra queste nuove figure, ovvero consulenti finanziari e commercialisti allo stesso tempo, si può annoverare anche Luca Rizzi (2). Si tratta di un professionista autonomo di lungo corso che è arrivato ad aprire la sua Capital Suite Scf nel 2019, società con sede a Torino e quattro uffici operativi nei principali centri del Piemonte e della Lombardia. È in apertura un ufficio anche in Sicilia. “La mia provenienza e appartenenza al mondo professionale dei commercialisti risale ai primi anni del 2000”, racconta il consulente finanziario a BLUERATING. “Tuttavia in questi due decenni di libera professione ho prevalentemente svolto l’attività di consulenza finanziaria indipendente ancor prima quindi dell’istituzione dell’Albo avvenuta a dicembre 2018. Certamente, l’appartenenza a queste due categorie professionali mi ha permesso di valorizzare le caratteristiche deontologiche che accomunano queste due professioni. Il rapporto continuativo e fiduciario della figura del commercialista infatti ben si adatta e coincide con quello che il cliente chiede a un consulente finanziario indipendente”. Capital Suite Scf, per altro, affianca già alcuni importanti studi di commercialisti che hanno scelto di ampliare la propria offerta con l’inserimento della consulenza finanziaria indipendente.

Alleanze strategiche
Anche la storia di Aegis SCF, società che ha sede a Roma, parla di un’alleanza tra consulenti. Lo ha raccontato a questa testata Luca Lixi (3), uno dei soci fondatori: “Io e Sergio Piovini, amministratore delegato di Aegis SCF, siamo consulenti finanziari ormai da tanti anni. Io dal 2004, prima in banca e poi con una sim, Sergio da più di 30 anni, e non vedevamo l’ora di poter finalmente svolgere la professione in modo indipendente”. Negli ultimi 5 anni, attraverso la società Lixi Invest, si sono dedicati all’educazione finanziaria e hanno realizzato prodotti editoriali e servizi di formazione e informazione, tra cui un gruppo Facebook (WikiLixi – Tutti i segreti della finanza personale – con oltre 21mila partecipanti). Ebbene, ad Aegis Scf non tornerebbero mai indietro sulla loro decisione di fondare una società: “Non esistono alternative alla consulenza finanziaria indipendente per coloro che intendono svolgere il proprio lavoro come dei veri professionisti. Abbiamo atteso tanti anni per la creazione dell’Albo destinato alle società di consulenza indipendenti. Reputiamo il settore ancora agli albori, e sono convinto che i consulenti indipendenti possano fare tanto per migliorare il mercato nel suo complesso, inclusa l’offerta dei consulenti finanziari non indipendenti”

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