Consulenti, quando l’ostacolo diventa un trampolino

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di Redazione 30 Aprile 2021 | 11:36

A cura di Maria Grazia Rinaldi.

Davanti a un problema la prima cosa che facciamo solitamente è cercare di andare subito alla soluzione. In realtà dovremmo dapprima dedicarci di più alla definizione del problema stesso. La prima cosa da fare infatti è raccogliere le informazioni sul problema, comprendere quando si manifesta, come, dove, quando, con chi. È necessario prendere atto di come guardiamo il problema e da quale punto di vista, c’è chi vi vede in un’opportunità, chi un ostacolo. A volte non sappiamo cosa fare e ci rivolgiamo a degli esperti che agiscano al nostro posto. Spesso ci aspettiamo dall’esperto la soluzione, dovremmo invece chiedere il processo che ha utilizzato per arrivare a quella conclusione, per imparare davvero.

Il bisogno di un esperto
L’esperto o problem solver ci deve aiutare ad ampliare la nostra visione sulle cose, offrire idee alternative, spesso anche un semplice brainstorming con qualcuno di cui ci fidiamo e di cui abbiamo stima può essere utile. Mentre parliamo del problema con qualcuno, prende forma nella nostra mente e questo ci aiuta ad acquisire più consapevolezza e oggettività nel definirlo. È importante mettersi in gioco, perché come disse Albert Einstein: “Non puoi risolvere un problema con la stessa mente che lo ha creato”. Mai guardare allo stesso problema con gli stessi occhi. Una soluzione che si è presentata utile una volta può esserci di nuovo utile altre volte. Dobbiamo però anche considerare che non è detto che la stessa strategia sia efficace anche per le altre volte, perché le soluzioni devono essere modificate anche in base alle circostanze. I saggisti Paul Watzlawick, John H. Weakland, Richard Fisch propongono un procedimento per risolvere i problemi in quattro fasi.
1) Definire il problema, descriverlo in maniera concreta. L’obiettivo non è trovare la soluzione ma esplorarlo nel dettaglio.
2) Esplorare le soluzioni precedenti e comprendere se quelle che hanno funzionato sono valide anche oggi. 3) Programmare obiettivi concreti, mettere in campo un piano di azione, costituito da micro obiettivi da realizzare nei passaggi successivi.
4) Attuazione del piano di azione e verifica dell’efficacia delle azioni messe in atto.

Focalizzarsi sul processo
Nessun problema è un vero problema, bisogna solo trovare la soluzione giusta e per farlo bisogna guardare il problema da una nuova prospettiva. Ecco perché diventa indispensabile non focalizzarsi da subito sulla soluzione ma sul processo. Joha Maxwell, uno dei massimi esperti di leadership a livello mondiale ci ricorda: “Perché le persone di successo hanno superato i loro problemi, mentre migliaia di individui sono sopraffatti da loro? Perché le persone di successo si sono rifiutate di restare aggrappate alle giustificazioni comuni per il fallimento. Hanno trasformato ostacoli in trampolini. Hanno capito di poter determinare la scelta del loro atteggiamento verso ogni circostanza”.

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