Giovani private banker crescono

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di Marco Mairate 10 Giugno 2008 | 10:34
Hanno vinto il business game organizzato in collaborazione con Citi e sono volati a Londra a incontrare i rappresentanti del gruppo bancario. Sono tre studenti della Bocconi. Il compito non era certo facile: prendere in gestione un portafoglio da 10 milioni di dollari, ovviamente virtuali, simulando la predisposizione di strumenti informativi sugli hedge funds da parte di una private bank.

Un business game tra gli 8 lavori di gruppo del corso di private banking di Andrea Resti, organizzato in collaborazione con Citi Foundation, che ha incoronato vincitore il lavoro svolto da Amedeo Lori, Alessandro Boris e Laura Bonetti (nella foto), tutti e tre studenti della specialistica Clefin, premiati durante il convegno di oggi in Bocconi su “Hedge funds and other alternative investments: myth or truth”.

“Lo scopo della collaborazione con Citi e del business game”, ha spiegato Resti, “è quello di educare gli studenti al consumo e alla vendita responsabile dei prodotti finanziari. È bene infatti che chi vende questi prodotti impari a comportarsi come colui che ne è consumatore. Ogni gruppo doveva presentarsi come una società di consulenza e fare un report: ci siamo trovati di fronte ai lavori di veri e propri piccoli consulenti in grado di sviluppare un buon prodotto e di difenderlo”. Alla fine della competizione, inoltre, i lavori sono stati presentati ai rappresentanti di Citi, e a spuntarla sono stati proprio Lori, Boris e Bonetti.

“L’obiettivo del nostro lavoro era duplice”, ha raccontato Amedeo Lori. “Da un lato dovevamo evidenziare i rischi impliciti dell’investimento in hedge funds attraverso una misura di performance che tenesse conto dei rischi reali”. “Dall’altro”, ha aggiunto Alessandro Boris, “dovevamo proporre la ristrutturazione della parte passiva del portafoglio tramite l’investimento in diversi indici e con l’utilizzo di derivati”. La difficoltà principale, ma anche la parte più stimolante, hanno riconosciuto gli studenti, “è stato mettere in pratica in una situazione reale tutte le competenze acquisite nel corso e, soprattutto, capire come approcciarsi al cliente, ovvero, unire al livello di analisi la proposta pratica di un investimento”.

Il risultato del lavoro dei tre è stato il plauso di Citi, che ha anche invitato i ragazzi nella propria sede di Londra, oltre che premiarli con un attestato durante il convegno di oggi. “Citi è lieta di contribuire alla qualità dell’educazione finanziaria degli studenti”, ha detto Andrea Legnani, public affairs officer di Citi Italia. Legnani ha concluso spiegando “come Citi abbia apprezzato la qualità e l’approfondimento dei lavori” e sottolineando come durante l’esperienza di Londra, i tre abbiano dimostrato, “nonostante la giovane età, una preparazione e una professionalità che sono state apprezzate da tutti”.

[Andrea Celauro da ViaSarfatti25.it]

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