Boutique finanziarie, ecco la versione di Barclays

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di Redazione 11 Giugno 2008 | 15:38
Premier. E’ questa la risposta di Barclays alla crescente domanda della clientela mass affluent, che comprende nel nostro paese circa 10 milioni di investitori. Il nuovo servizio “Barclays Premier” prende oggi il via dalla flagship di Milano, una splendida location con vista sulle guglie del Duomo, e sarà esteso poi alla filiale di Roma.

Il progetto si basa sulla creazione di un network all’interno del quale i clienti dotati della membership card gratuita potranno accedere a tutta una serie di servizi esclusivi, in primis la consulenza dei 50 premier specialist, professionisti competenti nella gestione dei clienti con più elevate consistenze patrimoniali, e il sostegno di PFP (Personal Financial Planning) un software in grado di definire l’asset allocation dei clienti e monitorare nel tempo la posizione in relazione all’andamento dei mercati.

L’impostazione client oriented che da sempre caratterizza Barclays – spiega Pietro D’Anzi – general manager retail della banca inglese in Italia – ci ha spinto a introdurre in Italia questo servizio riservato alla clientela con disponibilità finanziarie di almeno 60 mila euro, un target ancora poco apprezzato dalle banche italiane ma destinato a crescere enormemente nei prossimi anni”. “La soglia d’ingresso – precisa D’Anzi – tuttavia non deve essere considerata come una barriera insuperabile. Vanno infatti valutate le potenzialità dell’investitore, il suo profilo, l’età e l’attitudine all’investimento”.

A corollario di un servizio privilegiato, all’interno delle flagship Premier saranno inoltre presenti i Latitude Club, eleganti aree a disposizione dei clienti corporate che intendono incontrarsi per sviluppare interessanti opportunità professionali.
“Abbiamo voluto creare una sorta di boutique finanziaria – sottolinea D’Anzi – mixando con attenzione l’esclusività del servizio, l’attenzione alle necessità della clientela e la forza e l’appeal di un brand conosciuto come Barclays”.

Sull’imprevedibile epilogo dell’avventura di Arcangelo Vincenzi alla guida della rete dei promotori di Barclays, D’Anzi  ha spiegato che il divorzio è avvenuto per una scelta strategica della Banca rimarcando che ora il team dei 200 promotori finanziari passerà sotto il controllo diretto della direzione generale e “per essere ancora più chiari non è prevista l’assunzione, almeno nel medio periodo, di un nuovo responsabile della rete”.

Il manager ha poi confermato che la rete dei promotori continua ad essere uno dei business strategici per la sviluppo di Barclays in Italia. In ogni caso l’obiettivo fissato da Vincenzi che prevedeva di arrivare alla fine dell’anno a circa 500 promotori è stato definito da D’Anzi “quanto meno ambizioso, considerate soprattutto le attuali condizioni dei mercati”.

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