A quota 400 in 3 anni

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di Marcella Persola 12 Giugno 2008 | 10:59
Una schiera di tecnici assicurativi e affari per 10 milioni nel 2010. Ampliare le opportunità di business prestando un occhio a quello che succede nel mercato. E’ questa la strategia che sta portando avanti Arfin SpA, compagnia assicurativa guidata da Francesco Jacini che nel 2010 debutterà in Borsa.

Nel 2008 avete ampliato le vostre attività. A quali segmenti vi siete aperti?

La nostra compagnia di assicurazioni è attiva da sempre nei settori delle polizze fideiussorie e dei rischi tecnologici. A partire dal 2008 abbiamo arricchito la nostra offerta sia per il segmento corporate, sia per quello retail. In particolare abbiamo affiancato al nostro core business l’attività di intermediazione e distribuzione di prodotti finanziari come mutui, prestiti personali e leasing. A questo fine abbiamo creato una società Smartfin, in corso di autorizzazione da parte di Banca d’Italia, che si occuperà di brokeraggio e bundling di prodotti di terzi attraverso lo sviluppo di accordi di distribuzione multibrand con provider di elevato standing. Inoltre i prodotti saranno intermediati anche dalla nostra rete commerciale.

Siete agli inizi anche con la creazione della rete commerciale?

La struttura commerciale è costituita da una rete propria di venditori che operano sul territorio nazionale e in accordo con broker, istituzioni finanziarie, confidi e associazioni.
A differenza delle altre compagnie di assicurazione presenti in Italia noi abbiamo preferito creare una rete di vendita diretta proprietaria perché riteniamo che soltanto questa formula possa garantire una forte attenzione alla qualità del servizio offerto e svolgere una vera consulenza. I professionisti che compongono la nostra rete provengono tendenzialmente dal settore assicurativo. Vogliamo creare un buon nucleo di venditori ai quali affiancare eventualmente delle figure junior successivamente. L’obiettivo è di raggiungere i 100 commerciali, anzi tecnico-assicurativi, entro la fine del 2008; che diventeranno 200-250 entro il 2009 e saliranno a 400 entro il 2010. Mentre per quanto riguarda gli obiettivi finanziari abbiamo previsto di realizzare un volume d’affari attorno agli 800.000 euro nel 2008, di 6 milioni nel 2009 e di 10 milioni nel 2010.


Per quell’anno è prevista anche la quotazione in Borsa di Arfin. Come vi presenterete a quell’appuntamento?

L’obiettivo è di quotarsi per il 2010, ma non per reperire nuovi soci, quanto perché una crescita così sostenuta richiede una maggiore patrimonializzazione. Entro la fine dell’anno pensiamo di realizzare un giro d’affari attorno ai 64 milioni che cresceranno a 98 milioni nel 2009 e saliranno a 127 nel 2010.

Avete annunciato anche l’interesse per una compagnia vita. Come procede la ricerca?

Le confesso che rappresenta per noi una grande attrattiva, ma stiamo ancora ragionando, in particolare con il mondo bancario per realizzare una compagnia vita compartecipata da Arfin.

Ma state ragionando con un pool di banche o qualche banca in particolare?

Siamo ancora in una fase di trattativa. Diciamo che esistono entrambe le possibilità e abbiamo riscontrato l’interesse da parte del mondo bancario al segmento vita.

Anche se oggi il ramo vita non sembra fornire molte soddisfazioni?

Dipende molto dalla gestione che è stata effettuata. Sicuramente i prodotti finanziari oggi sono meno appettibili rispetto alle polizze più tradizionali.

Ma la bancassurance in Italia non è mai decollata. Come vi confrontate con questo aspetto?

Credo che nel nuovo scenario di mercato che si sta aprendo, tra difficoltà congiunturali da una parte e relative strette finanziarie e i criteri definiti da Basilea II, si apriranno delle nuove opportunità di sinergie tra banche e assicurazioni che non necessariamente debba indirizzarsi verso il modello di bancassurance che in Italia è partito con molto ritardo rispetto agli altri paesi europei come la Francia.

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