Morgan Stanley: il trimestre è tutto da rifare

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di Marco Mairate 18 Giugno 2008 | 15:29
Dopo la maxi perdita registrata da Lehman Brothers nel secondo trimestre (-2,8 miliardi di dollari) è la volta di Morgan Stanley ad alzare il velo sul secondo (e difficile) trimestre dell’anno. La banca d’affari guidata da John Mack (nella foto) ha detto che i ricavi netti del periodo sono stati pari a 6,5 miliardi di dollari, in calo rispetto agli 11,5 miliardi di un anno fa, nonostante la vendita di asset per 1,43 miliardi di dollari.
Il dato ovviamente non è piaciuto al mercato ne agli investitori. Negli ultimi 12 mesi infatti il titolo della seconda banca di investimento statunitense ha praticamente dimezzato le sue quotazioni, passando dai 75 dollari del giugno 2007 ai 38,5 dollari di oggi (-5%).
 
In dettaglio i ricavi netti delle attività fixed incombe sono crollati dell’85% a causa di una perdita di 436 milioni di dollari legata alle attività mutui (area in cui la rivale Goldman Sachs ha guadagnato nello stesso periodo) e per i deboli risultati dell’area commodity.
 
In aggiunta la banca ha perso soldi sia sugli investimenti sul mercato immobiliare e sul private equity, perdite che si vanno a sommare ad una perdita di 120 milioni di dollari spot causata da un trader che avrebbe “violato la policy aziendale e valutato in modo improprio le posizioni assunte”.
 
Il numero uno Mack commentato i risultati facendo leva sulle solite “difficili condizioni del mercato e la minor attività dei clienti” anche se il Ceo ha confermato che la banca continua a rafforzare i ratio patrimoniali.
 
Infine I risultati della divisione asset management dicono che la perdita pre tasse è stata di 227 milioni di dollari. I ricavi della divisione hanno subito un crollo del 68%. Meglio è andata alla divisone wealth management, che a visto i ricavi crescere del 48% in parte generati grazie alla vendita delle attività spagnole che ha generato una plusvalenza di 698 milioni di dollari.

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