Doris, il patto su Mediobanca tiene duro (almeno per ora)

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di Massimiliano Carrà 19 Maggio 2021 | 12:15

Ancora cambiamenti in casa Mediobanca. Grazie all’acquisizione del 2% ceduto nella giornata di lunedì da Fininvest, la Delfin, holding di investimento di Leonardo Del Vecchio, adesso possiede il 15,4% delle quote dell’istituto di piazzetta Cuccia. In scia a quel tanto agognato 20%, autorizzato mesi fa dalla Bce, che ora dista 4,6 punti percentuali. Ossia l’insieme delle quota detenuta da Mediolanum e Benetton. Ed è proprio qui che si giocherà l’assalto decisivo di Del Vecchio, anche se le difficoltà saranno diverse.

Infatti, se da una parte Fininvest ha deciso di vendere la sua quota per raccogliere capitale in vista dell’acquisizione del 5% di Mediaset da Vivendi, dall’altra – come evince anche il Sole 24 Ore – né Ennio Doris, che controlla Mediolanum con una quota di oltre il 40%, né la famiglia Benetton, intendono cedere le due fette della torta di Mediobanca (che per Mediolanum si attesta al 3,2%). Per diversi motivi. Uno su tutti, il rispetto dell’accordo di consultazione (che ha sostituito il vecchio patto di sindacato di blocco), che consente agli aderenti, tra cui vi sono proprio Fininvest e Mediolanum, di vendere e acquistare azioni Mediobanca senza preventiva autorizzazione.

Attivo dal 1° gennaio del 2019 e rispettato nel corso degli anni, oggi il patto di consultazione è sempre più a rischio e si sta a poco a poco assottigliando, anche in virtù dell’ascesa di Del Vecchio. Tant’è che se prima i soci firmatari avevano una quota di oltre il 13%, adesso, hanno in portafoglio poco più del 10%.

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