Consulenti e fisco, una compliance rafforzata

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di Redazione 3 Giugno 2021 | 09:43

Aliquote Irpef, quoziente familiare, contenziosi più snelli, rafforzamento della compliance, agevolazioni per le imprese Tutte le proposte di Anasf per attuare una riforma tributaria. Il 22 marzo scorso il presidente di Anasf, Luigi Conte, ha partecipato a un’audizione presso le Commissioni Finanze e Tesoro di Camera e Senato per illustrare le posizioni della sua associazione sulla riforma fiscale. Su Bluerating.com uno speciale in puntate dedicato alle proposte dell’associazione. Quinto appuntamento dedicato alle ipotesi di compliance rafforzata.

Qui di seguito le altre puntate del dossier

Consulenti e fisco, la riforma dell’Irpef
Consulenti e fisco, è l’ora della svolta
Consulenti e fisco, tra giovani e iniziative imprenditoriali
Consulenti e fisco, la rimodulazione delle aliquote Irpef

A partire dal 2015 è stata introdotta la dichiarazione precompilata rivolta solo ai contribuenti che percepiscono redditi di lavoro dipendente o asSimilati. L’amministrazione finanziaria provvede ad una “precompilazione” dei dati reddituali dei contribuenti, incrociando e pre-elaborando le informazioni già presenti in Anagrafe tributaria con gli ulteriori dati recepiti da soggetti terzi quali, tra gli altri,: (i) sostituti di imposta, (ii) banche ed istituti di credito che erogano mutui agrari e fondiari, (iii) imprese assicuratrici, (iv) enti previdenziali ed altri soggetti che gestiscono forme di previdenza complementare. Negli ultimi anni sono stati implementati, principalmente come sistemi di contrasto all’evasione, meccanismi che permettono all’amministrazione finanziaria di disporre di moltisSime informazioni non solo relative ai contribuenti che percepiscono redditi di lavoro dipendente, ma anche dei lavoratori autonomi e dei piccoli imprenditori. Si fa riferimento, in particolare, al sistema della fatturazione elettronica che permette all’Agenzia delle Entrate di essere a conoscenza di tutte le fatture emesse e ricevute dai contribuenti. Inoltre, negli ultimi anni sono state implementate norme che limitano l’uso del contante a favore di pagamenti tracciabili così andando fortemente ad incidere sull’occultamento di materia imponibile. Senza contare in tutto ciò che in molti casi i compensi dei lavoratori autonomi e degli imprenditori sono anche assoggettati a ritenuta d’acconto (è questo ad esempio il caso dei consulenti finanziari, i cui ricavi sono corrisposti da banche e intermediari finanziari in genere). A tutto ciò vanno aggiunte le banche dati ed informazioni cui l’Agenzia ha già accesso (una per tutte quella relativa all’andamento dei conti correnti). In sostanza oggi, per via dei diversi e molteplici meccanismi elaborati negli anni, l’Amministrazione finanziaria dispone di un set di informazioni idoneo a elaborare una dichiarazione precompilata anche per i professionisti ed imprenditori individuali. Occorrerebbe, a giudizio di Anasf, adesso fare un passo in avanti, utilizzando il bagaglio informativo di cui si dispone non solo nell’ottica di misura di contrasto all’evasione, ma anche come strumento di compliance del contribuente. Per esempio, la fatturazione elettronica potrebbe essere utilizzata non solo come strumento per “intercettare” i ricavi, ma anche, dal punto di vista del ricevente, per discernere e selezionare i costi, scremando quelli inerenti all’attività da quelli personali o estranei. Attraverso un meccanismo di dichiarazione precompilata -che tenga conto dei dati ed informazioni disponibili- si metterebbero anche i professionisti ed i piccoli imprenditori nella condizione di poter agevolmente e rapidamente inviare la propria dichiarazione fiscale. Ciò garantendo, allo stesso tempo, ai contribuenti che lo volessero la possibilità di integrare la precompilata ricevuta inserendo elementi positivi e negativi di reddito non intercettati dal sistema. Molteplici sarebbero i benefici per il sistema fiscale nella sua interezza:

– si introdurrebbe un meccanismo di “pacificazione fiscale” e reale collaborazione tra contribuente ed Erario, abbandonando la logica del “sospetto fiscale” comunemente percepita dal contribuente;
– si favorirebbe la naturale compliance fiscale del contribuente professionista/imprenditore individuale, che avrebbe anche un importante risparmio in termini di costi e di tempo dedicato (e sottratto all’attività);
– si darebbe certezza e definitività al carico fiscale potendo, sia il contribuente sia l’Erario, “archiviare” la pratica fiscale nell’anno considerato (piuttosto che rimanere nel limbo di un ipotetico controllo fiscale a posteriori);
– si libererebbero notevoli risorse in seno all’Agenzia delle Entrare, da dedicare ai contribuenti di maggiori dimensioni o anche ai professionisti/imprenditori individuali, ma limitatamente alle integrazioni dallo stesso apportate alla dichiarazione precompilata ricevuta, rendendo così più rapidi ed estesi i controlli.

Tutto questo meccanismo virtuoso si tradurrebbe nell’immediato anche in un, riteniamo importante, incremento del gettito fiscale (basti pensare all’incremento di gettito, derivante da una rafforzata compliance, che è derivato dall’introduzione prima dagli Studi di settore ed attualmente dagli Indici Sintetici di Affidabilità ISA o più semplicemente dalle comunicazioni tempestive al contribuente circa il ritardo di un versamento o di un adempimento). Incremento del gettito da destinare a meccanismi premiali della dichiarazione precompilata (rendendo così ancor più conveniente per il contribuente avvalersi di tale possibilità) o verso sistemi di flat tax che, è l’esperienza italiana e di altri Paesi a dimostrarlo, nel breve-medio periodo si traducono in maggior reddito per l’Erario.

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