Banche, secondo polo: il sogno di Cimbri

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di Antonio Potenza 7 Giugno 2021 | 11:34

Il sogno di un polo bancario unico, immagine importante nella mente di Carlo Cimbri, potrebbe avverarsi.

Come riporta La Repubblica, il capo di Unipol “ha l’aria di uno che sui colori è molto laico”. Il suo operato fino ad ora ha aiutato a far risalire gli utili, pagando la quiescienza delle Coop socie che posseggono in ogni caso il 42% del gruppo. La gestione Cimbri ha mandato in soffitta anche l’annosa dialettica tra partito e azienda. Da tempo ormai ha modo e potere di nominare dirigenti tecnici di sua fiducia, o di ridefinire il business della filiera, esplorando anche nuove alleanze.

Già con l’ascesa in Bper, Cimbri si è dimostrato tra i pochi investitori italiani capaci di fare l’azionista in banca nell’ormai lontano 1988 qunado si trovò in casa Unipol un moncone deteriorato, pieno di debiti, molti dovuti alle Coop. Negli anni è riuscito a risanare la ferita interna, grazie alle abilità di investimento portando unipol ad essere, nel 2020, il quarto gruppo bancario con l’acquisto anche delle filiali Ubi.

Giorni fa arriva la notizia, nonché il prossimo passo da fare per rafforzare Unipol: scalare la Banca Popolare di Sondrio, dove Unipol – già azionista – è salita al 9%. L’idea di Unipol è decisamente diversa da Intesa. Se la seconda, infatti, la bancassurance l’ha creata in casa, la prima agisce come coltivatrice di banche come azionista, tutelando in questo modo i contratti di vendita sulle loro reti.

Fonti de La Repubblica, interne al progetto di scalata in Sondrio, raccontano che alle spalle c’è un copione di regia simile a quello messo in scena con Bper.  Già da inizio 2021 Cimbri aveva messo nel mirino Sondrio, pur avendo intavolato nel fratempo un negoziato con banco Bpm – poi arenatosi sulla Governance. Nel frattempo, il Consiglio di Stato ha sentezianto che la Sondrio entro fine anno dovrà diventare una Spa.

Il pallino rimane quindi a Unipol che potrebbe decidere di facilitare una fusione tra Sondrio e Bper. Giovanni Razzoli di Deutsche Bank stima che l’ipotessi è plausibile nella stessa assemblea che voterà la conversione forzosa della Popolare in Spa. Potrebbe nascere così il fantomatico secondo polo, con il 12-13% del mercato bancario italiano, superando Unicredit che raggiunge l’11-12%.

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