Bank Of England bacchetta i risparmiatori sui Bitcoin

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di Antonio Potenza 9 Giugno 2021 | 11:14

In Inghilterra la febbre da criptovalute non è una possibilità, ma un pericolo concreto. Almeno, a quanto denuncia la Bank of England.

Il Regno Unito,  infatti, è in piena corsa agli sportelli come scrive Il Sole 24 Ore: migliaia di risparmiatori ritirano i propri depositi dalle loro banche per andarli a investire in criptovalute, attratti dal boom delle quotazioni. Dopo aver definito “pericolose” tutte le nuove monete digitali, la BoE ha lanciato un monito: l’ascesa di Bitcoin e di tutte le altre centinaia di “fratelli” rischia di essere una minaccia per la stabilità finanziaria nazionale, e non solo.

La situazione cripto in Uk però è da considerare assieme ad altri fenomeni: i rendimenti bassissimi o addirittura negativi invogliano gli investitori ad approfittare dei boom delle criptovalute, almeno quando quest’ultime hanno “una giornata buona”.  In tutta Europa e da almeno dieci anni, i tassi di interesse hanno iniziato una manovra di riduzione fino a giungere ad una soglia sotto lo zero, arrivando al paradosso di dover pagare per tenere i propri risparmi depositati. Questo ha portato ad un conseguenziale inariditimento, anche, dei Titoli di Stato, senza contare come le banche si stiano impegnando a disincentivare il deposito di liquidità inattiva.
Infine, il terzo ingrediente – come lo chiama Simone Filippetti de Il Sole 24 Ore – è la fiammata dell’inflazione: le materie prime rincarano, a cascata tutte le merci, e la pressione sui risparmiatori aumenta. Insomma, la spinta dei prezzi erode il potere d’acquisto e “svaluta” i risparmi: da qui, quindi, la necessità di cercare resparmi ovunque si trovino. Anche sulle montagne russe dei bitcoin.

Ma la Bank of England avverte: avere un conto in banca significa affidarsi ad ogni modo, al netto delle problematiche, ad un sistema affidabile; contrariamente, investire in criptovalute significa “essere pronti a perdere tutto il capitale”. In più, osserva l’organo di vigilanza, Bitcoin e compagni non possono essere considerati pagamento, nè una vera moneta tradizionale. Tuttavia Threadneedle risponde dall’altra parte: l’avanzata delle criptovalute potrebbe portare le banche a veder perdere un numero ingente di fondi di risparmio.

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