Credem, un’innovazione da premiare

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di Redazione 21 Giugno 2021 | 08:00

Si è svolta venerdì in modalità online la cerimonia di premiazione dell’edizione 2021 del Premio ABI per l’innovazione dei servizi bancari. Questo riconoscimento annuale, promosso dall’Associazione Bancaria Italiana, si propone di diffondere e promuovere la cultura dell’innovazione nei settori bancario, assicurativo e finanziario.

Nell’edizione di quest’anno il Gruppo Credem, tra i principali e più solidi gruppi bancari italiani, ha ottenuto due importanti riconoscimenti a dimostrazione del continuo impegno nella creazione di prodotti, servizi ed iniziative innovative in linea con le aspettative e i bisogni della clientela.

Il primo riconoscimento è arrivato nella categoria “Data Driven Banking” ha ricevuto il premio innovazione il progetto Data Heroes. Si tratta in particolare di una data community trasversale tra gli esperti di dati del Gruppo Credem nata per mettere a fattor comune esperienze e testimonianze per valorizzare il patrimonio informativo e le competenze interne al Gruppo con l’obiettivo di creare valore per i clienti. Solo nel 2020 la community ha sviluppato oltre 70 iniziative su temi di data governance, data culture e data analytics (AI, Data Visualization, Data Engineering, Advanced & Standard Analytics). Nella motivazione di assegnazione, in dettaglio, la giuria ha sottolineato il valore di aver “realizzato una Data Community dedicata alla valorizzazione del patrimonio informativo, delle risorse fornite e del talento dei colleghi al fine di portare la banca e non una singola funzione a operare in modo collaborativo nel mondo dati sviluppando un processo autogenerativo di trasformazione dell’azienda da Opinion Driven Company a Data Driven Company”.

 Il secondo premio è giunto nella categoria “Cliente Retail” ha vinto il premio innovazione il prodotto Avvera Adesso lanciato da Avvera, società del Gruppo Credem specializzata nei mutui e nel credito al consumo, con cui è possibile richiedere mutui, prestiti e cessioni del quinto a distanza, sfruttando due tecnologie digitali – SPID e carta d’identità digitale – che permettono di svolgere riconoscimento e firma digitale tutto da remoto in piena sicurezza e tranquillità. Nel caso di Avvera Adesso, invece, la giuria ha evidenziato l’importanza di “aver realizzato una soluzione digitale che permette di azzerare le distanze, offrire un servizio ai clienti professionale, sicuro e in tempo reale attraverso l’adozione di riconoscimento tramite SPID e tramite CIE e l’uso di una piattaforma di firma digitale che permette al cliente di prendere visione della documentazione e di firmarla con un certificato valido al pari della firma autografa”.

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