Anasf, Confesercenti è il pomo della discordia

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di Redazione 22 Luglio 2021 | 12:35

E’ polemica in Anasf. Una componente formata da 69 nomi tra consiglieri nazionali, coordinatori territoriali, garanti e altre figure di riferimento dell’associazione ha firmato un documento condiviso di reazione all’opportunità o meno di adesione a Confesercenti. Pubblichiamo di seguito il comunicato, mentre qui è disponibile la lista completa dei firmatari —> IN DIFESA DELLA NOSTRA STORIA E PER IL NOSTRO FUTURO (DOCUMENTE E ELENCO FIRMATARI)

Il 16.07.21 il CN Anasf è stato chiamato a deliberare l’adesione a Confesercenti. Nonostante la richiesta di poter acquisire un parere ufficiale da parte dell’Ufficio Legale dell’Anasf, prima di procedere alla votazione, e nonostante argomentati interventi contrari, una maggioranza di 18 Consiglieri su 25 ha votato l’adesione a Confesercenti.

 E’ un atto di gravità inaudita, che rischia di cancellare la nostra storia e ipotecare negativamente il futuro!

  1. L’adesione a un’associazione del Commercio, accettandone gli scopi statutari, significa, dal punto di vista politico, una regressione di decenni da parte della categoria dei Consulenti Finanziari, perché, dopo avere per trent’anni qualificato costantemente l’attività, spostandone progressivamente l’asse di riferimento dall’attività commerciale a quella professionale della consulenza, con questa decisione si è dato un chiaro segnale di voler ricollocare la categoria nel settore commerciale. Di conseguenza, l’evoluzione storica della professione ne risulta sconfessata:
  • dopo la partenza iniziale con l’iscrizione al Ruolo Agenti, la legge 1 del 1991, su spinta dell’Anasf, ha istituito l’Albo pubblico e la nuova categoria dei Promotori Finanziari;
  • con la delibera Consob del 7.11.2001, su iniziativa dell’Anasf, è stato riconosciuto all’allora Promotore di poter svolgere anche l’attività di consulenza (allora accessoria);
  • con la MIFID I (2004), che ha reso servizio principale, soggetto ad autorizzazione, l’attività di consulenza finanziaria, è stata riconosciuta, a livello europeo, la validità del modello italiano;
  • in quanto Associazione di collaboratori qualificati, insieme agli intermediari ABI e ASSORETI, ANASF ha costituito nel 2007 l’OCF, successivamente diventata la casa della Consulenza;
  • nel 2015, con la riforma dell’Albo, la denominazione “promotore finanziario” è stata sostituita molto opportunamente con quella di “consulente finanziario”;
  • con l’entrata in vigore della MIFID II (2018), l’attività di consulenza è stata rafforzata ed estesa a tutto il portafoglio, rendendola necessaria prima del collocamento e indipendentemente dal collocamento;
  • il Consulente Finanziario è ormai riconosciuto e conosciuto come una specifica figura professionale di alto livello, che, in collaborazione con l’Intermediario, assiste il risparmiatore nella costruzione dei suoi progetti di vita, dal punto di vista finanziario, assicurativo, previdenziale, patrimoniale.
  1. Il CN non poteva decidere l’adesione a una Confederazione del Commercio e del Terziario:
  • Non rientra tra gli scopi di Anasf, come individuati nell’art. 2 dello Statuto (“tutelare gli interessi morali e professionali dei consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede, valorizzando l’immagine della categoria nei confronti dei risparmiatori, degli intermediari, delle istituzioni e dell’opinione pubblica”), che radica l’associazione nel settore della Finanza;
  • L’adesione a Confesercenti, fortemente radicata nel settore Commercio, comporta quindi una modifica degli scopi statutari di Anasf, materia che rientra tra i poteri del Congresso;
  • Non rientra nei poteri del CN iscrivere tutti i soci Anasf, nel corso della legislatura, a Confesercenti (art. 4, comma 7 dello Statuto Confesercenti: “gli associati dell’organizzazione aderente, a seguito dell’adesione della stessa, divengono associati della Confesercenti”), con l’obbligo di osservare tutte le norme e le deliberazioni.

Tutti noi soci Anasf, che ci riconosciamo nella storia della categoria, non abbiamo delegato nessuno a sacrificare la nostra storia, la nostra identità, la nostra autonomia e il nostro futuro consulenziale sull’altare di Confesercenti. Non possiamo accettare tale assurdità, rigettiamo la decisione di iscriverci d’ufficio a Confesercenti e invitiamo il Presidente Anasf a fermarsi prima che sia troppo tardi.

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