Consulenza, le reti devono devono accelerare su team e clienti condivisi

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di Andrea Giacobino 16 Agosto 2021 | 11:37
Tutti per uno e uno per tutti. Il futuro della consulenza fa rima con condivisione. Del lavoro e dei clienti…

Consulente finanziario, o “investment strategist” come definito in un recente report di Bank of America sull’impatto della pandemia Covid-19 sul mondo delle professioni dal titolo “Robo Sapiens: Future of Work Primer”, rientra tra le professioni del futuro che saranno ancora svolte dai nostri nipoti. “Ci sarà un premio crescente per i lavori che richiedono intelligenza sociale, creatività e risoluzione di problemi complessi”, si legge nello studio. Niente supremazia, quindi, dei robot che consigliano agli utenti i migliori asset su cui puntare. Il futuro apparterrà ancora ai lavori di relazione dove la componente fiduciaria nel rapporto con il proprio cliente è centrale. Sebbene l’automazione sarà uno dei temi d’investimento più promettenti nel futuro, la banca d’affari prevede che l’era “Robo Sapiens” post-Covid genererà opportunità di lavoro per 14mila miliardi di dollari. Il rischio che l’automazione distrugga posti di lavoro c’è, ma BofA calcola anche che entro il 2025 l’automazione creerà 12 milioni di posti di lavoro al netto di quelli persi. La consulenza finanziaria vive un momento storico cruciale per il futuro della professione.

La crisi Covid ha imposto un cambio di paradigma totale in tutti i campi e quello finanziario non fa certo eccezione. Il settore è alla ricerca di vie alternative per ringiovanire la categoria in un momento in cui l’appeal della stessa sembra un po’ appannato agli occhi dei più giovani. Oggi l’età media dei consulenti finanziari iscritti a Ocf supera i 50 anni (per l’esattezza è di 52 anni a fine del 2020), con punte di avvicinamento ai 60 per le reti più storiche, mentre quelli che ne hanno meno di 30 sono sotto il 2%. Se non si accelererà il passaggio generazionale tra meno di 5 anni l’industria italiana della consulenza finanziaria potrebbe subire gravi contraccolpi. L’inserimento delle nuove leve è diventato giustamente uno dei cavalli di battaglia per le associazioni di rappresentanza, tanto che Anasf e Assoreti ragionano su un tavolo di lavoro congiunto per individuare insieme le soluzioni per avviare i giovani alla professione. Assoreti in particolare ha apportato modifiche al Codice di Comportamento per rispondere a queste esigenze inserendo nell’articolo 11 un richiamo al lavoro in team suggerendo “forme di collaborazione non societaria tra due o più consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede per la prestazione dei servizi di assistenza e di consulenza ai medesimi clienti”. E proprio sul lavoro in team tutte le banche-reti devono accelerare.

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