Banche, le tre parole d’ordine per il futuro

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di Antonio Potenza 23 Agosto 2021 | 11:37

Dopo i mesi estivi, come scrive Il Sole 24 Ore, è presumibile ci aspettino nuovi movimenti di M&A. Il tema va ad inserirsi non solo nell’idea di una ripresa del Paese, ma anche in un cambio generale dell’assetto e della struttura stessa delle banche. Benché il sistema bancario italiano abbia raggiunto una certa soglia di solidità, vi è ancora una certa percentuale di frammentazione e di dossier aperti da risolvere. Dimensione, specializzazione e digitalizzazione sono le tre parole chiave che secondo Stefano Caselli saranno protagoniste del prossimo futuro bancario.

Dimensione

La dimensione “è un fattore decisivo di successo”. Le ragioni sono sostanzialmente due, la prima relativa alla redditività, la seconda è l’attrattività di nuovo capitale umano. In relazione alla redditività, è indubbio che in un’attività bancaria tradizionale fatta di prestiti e depositi, solo una scala più ampia di tali transazioni riesce a permettere redditività accettabile per gli investitori.
In relazione alla seconda motivazione, invece, è necessario sottolineare che solamente la disponibilità di talenti permette alla banca di poter ampliare la propria offerta.

Specializzazione

Il concetto di banca universale ha dominato la scena dell’ultimo quarto di secolo. In quest’ottica la specializzazione, come caratteristica che si affianca all’universalità, diventa uno strumento di competitività. Ciò è dovuto non solo alla perdita di peso e di redditività di prestiti e deposititi, ma soprattutto alla straordinaria massa di ricchezza disponibile, che rende attrattivi gli ambiti di asset management e dell’investment banking. 

Digitalizzazione

La prospettiva delle banche di più grande dimensione è quella di competere attivamente in queste due aree. Esempi ne esistono: Mediobanca, Mediolanum ed Equita. La digitalizzazione però rende molto meno definiti i confini tra banche e altri player tecnologici, rendendo contendibile l’arena del sistema dei pagamenti della distribuzione dei servizi retail.

La tecnologia blockchain, poi, enfatizza maggiormente il concetto. Non a caso la Bce ha annunciato la creazione e sviluppo di un euro digitale. Altre banche si stanno dirigendo nella stessa direzione. Fa riflettere la quotazione in borsa di un campione di servizi di pagamento come Nexi, che sfiora i 20 miliardi euro, quasi analogamente a Unicredit o Société Generale. L’area delle transazioni ha insomma una certa riconoscenza di valore da parte del mercato, indubbiamente.

Le tre parole chiave, infine, appaiono come i fulcri per un nuovo assetto bancario, a queste andrà aggiunta una certa attenzione alla gestione del risparmio, al mercato di Borsa, al private equity per giungere alle imprese in modo completo e valorizzato.

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