Unicredit-Mps, il Tesoro allunga le trattative

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di Antonio Potenza 9 Settembre 2021 | 10:31

UniCredit e il Tesoro estenderanno le trattative sulla cessione del Monte dei Paschi di Siena  oltre la scadenza del periodo di esclusiva, prevista per per l’8 settembre. Lo riferiscono due fonti vicine alla situazione, riportate da Reuters  e Investing.

L’istituto di Andrea Orcel a fine luglio ha accetato di entrare in trattative per l’acquisizione di Mps, ma tramite un’attenta analisi per l’acquisto di “alcuni asset selezionati”. La banca senese è al 64% proprietà del Tesoro, dopo il salvataggio nel 2017, e deve essere ceduta entro il 31 dicembre, come accordato con la Bce. Le due parti hanno accettato allora di rispettare alcune linee guida, secondo le quali l’accordo deve mantenere invariate le riserve di capitale di UniCredit, aumentando almeno del 10% gli utili per azione del gruppo.

Per chiudere l’accordo non c’è alcuna scadenza formale. Secondo le fonti le trattative si estenderanno oltre il periodo d’esclusiva di 40 giorni. Alcuni ipotizzano oltre le elezioni suppletive di Siena, previste per il 3 e 4 ottobre. Tuttavia, il costo dell’operazione per i contribuenti italiani, che include anche la liquidità necessaria per finanziare gli esuberi che potrebbero toccare fino a un terzo dell’attuale personale di Mps, complica la situazione.

Il nodo principale delle ultime settimane è la possibilità di esuberi (non meno di 6mila su 21mila) in Mps, ed è per questo che i sindacati hanno indetto uno sciopero controverso – secondo alcuni lavoratori – il 24 settembre.

Intanto i banchieri di UniCredit, capitanati dal veterano Andrea Maffezzoni e dal nuovo ingresso Giacomo Marino, hanno visionato i libri di Mps nel corso delle ultime settimane per valutare gli asset da acquisire. Anche Unicredit, da canto suo, chiede rassicurazioni. A Piazza Gae Aulenti non si faranno carico dei crediti deteriorati di Mps e dei prestiti che riterranno destinati al deterioramento. L’istituto guidato da Orcel ha già ottenuto la protezione dai rischi legali legati alla cattiva gestione dell’istituto senese.

La banca milanese vede l’accordo come un mezzo per aumentare la presenza del gruppo al centro-nord, lasciando invece le filiali meridionali alla banca statale Mediocredito centrale (Mcc).

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