Consulenti “cialtroni”? Non è giusto chiamarli così

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di Andrea Telara 10 Settembre 2021 | 12:23
Un ex cf oggi titolare di un family office scrive a Bluerating e difende i manager delle reti, pur criticando le strutture per cui lavorano.

Pubblichiamo di seguito una lettera inviataci d in riferimento al pezzo Consulenti, quei cialtroni ai piani alti, uscito sul nostro sito nei giorni scorsi. Parole che trasmettono orgoglio verso una professione le cui basi sono state poste da chi, negli anni 80, ha deciso di sfidare il sistema. Buona lettura

Prima di tutto mi presento. Ho iniziato l’attività nel 1986 a 21 anni, dopo una esperienza da dipendente nel settore. Ho lascito l’attività come CF autorizzato fuori sede nel 2014 quando ho fondato un mio Family Office che lavora a livello internazionale. Mi sono per anni impegnato all’ANASF e quando ho lasciato nel 2014 la società con la quale ho collaborato per diciotto anni, ho dovuto fare una causa al Tribunale del Lavoro per farmi riconoscere quanto pattuito contrattualmente, perdendola.

Nonostante tutto ciò, pur non avendo una opinione positiva sui manager delle reti, non condivido né il tono né le argomentazioni del collega. Pochi ma validi manager li ho conosciuti e sempre molto più preparati sulle norme che regolano il settore della maggior parte dei colleghi. Laureati. Ricordo che la laurea, in Consulenti Finanziari, oggi è realtà grazie al lavoro di chi si è impegnato nell’ Associazione, cioè proprio quelli che il collega etichetta come venditori porta a porta. Per parlare degli anni 80 bisognava esserci. Io c’ero e mi sono informato cosa è avvenuto nel settore prima, dagli anni 50 ed ho lavorato per far si che oggi chi voglia avvicinarsi alla professione lo faccia perché crede in un attività professionale , che come tutte ha necessità di acquisire Clienti, e remunerativa. Come tutte le professioni non facile.

Questo ad esempio organizzando, sempre con l’associazione dei career day nelle diverse Facoltà di Economia. Le reti, ho più volte espresso sono come la politica, indietro con la realtà. Ma questo implica sia l’organizzazione e quindi i manager, ma anche i Consulenti. Oggi poi chi si lamenta ha l’alternativa di diventare un Consulente cosi detto Indipendente. Ma a volte è preferibile avere qualcuno ai piani alti a cui rimandare le responsabilità, e quando non va bene chiamarli cialtroni. Bisogna rendersi conto che il mercato è cambiato e non è una questioni di anni 80, pochi giorni fa è deceduto un mio Cliente, Direttore di una Multinazionale in pensione, acquisito nel 1987 e da allora mio Cliente , oggi lascia un patrimonio da noi gestito milionario. Questa è Consulenza, altro che chiacchiere e lamentele. Il mercato sono i Clienti non i piani alti, o si ha la capacità di acquisirli fornendo loro Consulenza oppure lamentarsi è facile. Dopodiché uno può decidere se reputa di impegnarsi per cambiare la realtà, quella che vive e quella del settore, come altri fin dagli anni 70 hanno fatto impegnandosi nell’associazionismo.

Michele G. Porfido

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