Consulenti, un’alleanza forte per essere più forti

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di Andrea Giacobino 16 Settembre 2021 | 10:30

Autonomia, identità, storia. Sono tre i punti finiti nel pieno di quest’estate al centro delle accuse lanciate da sette consiglieri nazionali Anasf e alcuni consiglieri territoriali verso l’attuale presidente dell’associazione dei consulenti finanziari, Luigi Conte e la maggioranza che lo sostiene. Pietra dello scandalo è stato il Protocollo d’intesa che Anasf ha firmato con Confesercenti e che secondo i contestatori è in violazione dell’articolo 2 dello statuto Anasf, vista l’assoluta irriducibilità di fini tra le due associazioni: per i dissenzienti, insomma, l’adesione a Confesercenti implica, in base ad espressa previsione di statuto di quest’ultima, l’accettazione degli scopi sociali della stessa.

Non solo: “L’adesione a un’associazione del commercio, accettandone gli scopi statutari, significa, dal punto di vista politico”, dicono i contestatori, “una regressione di decenni da parte della categoria dei consulenti finanziari perché, dopo averne spostato progressivamente l’asse di riferimento dall’attività commerciale a quella professionale della consulenza, con questa decisione si è dato un chiaro segnale di voler ricollocare la categoria nel settore commerciale. Di conseguenza, l’evoluzione storica della professione ne risulta sconfessata”. Conosco personalmente da anni alcuni dei firmatari e non dubito della loro buona fede. Ma ho l’impressione che abbiano scatenato una tempesta in un bicchier d’acqua. Molte, troppe volte l’associazione dei consulenti finanziari non è riuscita ad arrivare ai tavoli politici che contano e il pur legittimo lavoro di lobby non basta: servono anche alleanze adeguate con soggetti più forti dentro il Palazzo, come lo è Confesercenti che rappresenta oltre 350mila imprese. Se, com’è possibile, ciò si tradurrà in seguito nell’adesione di Anasf a Confesercenti, ciò con significa automaticamente l’adesione forzata di ogni associato Anasf all’altra associazione, adesione che resta invece su base volontaria e che peraltro potrebbe essere interessante se si considerano alcuni vantaggi dei soci Confesercenti come la polizza sanitaria integrativa Hygeia-Unisalute. Va sottolineato, inoltre, che una conseguenza del Protocollo sarà anche l’avvio della costituzione di un’area politico sindacale dell’intermediazione commerciale al fine di rendere concreto l’obiettivo di costituire un forte polo comune della rappresentanza. Sono passati trent’anni da quando nel 1991 la legge istituì l’albo pubblico e la nuova categoria dei promotori finanziari. Il mondo è cambiato e con esso la professione che merita di essere ascoltata e “pesare” nelle sedi adeguate, anche attraverso alleanze strategiche. Perché “beata solitudo, sola beatitudo”, altro nome di un’autonomia datata, è una ricetta inadeguata alle sfide impegnative a cui è chiamata l’intera industria della consulenza finanziaria.

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