Generali-Mediobanca, Doris auspica la pace

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di Andrea Giacobino 21 Settembre 2021 | 19:55
“Capisco grandi imprenditori come Del Vecchio e Caltagirone. Ma le gestioni di Donnet e Nagel sono state positive”.

In linea generale, con riguardo a tutte le cosiddette public company, bisognerebbe trovare forse equilibri maggiori tra gli interessi degli azionisti di peso e la necessaria indipendenza del management”. Così s’è espresso oggi Ennio Doris (nella foto), presidente dimissionario di Banca Mediolanum (vedi notizia) sulle vicende che riguardano Assicurazioni Generali e Mediobanca, di cui Banca Mediolanum e i Doris sono soci importanti dell’accordo di consultazione. “Da imprenditore – ha continuato – capisco a fondo le istanze e le visioni di grandi imprenditori italiani come Leonardo Del Vecchio e Francesco Caltagirone”. “Io sono da sempre per le mediazioni, piuttosto che per gli scontri: è innegabile che i risultati di Alberto Nagel nella conduzione di Mediobanca siano molto positivi, così come quelli di Philippe Donnet alla guida delle Generali”.

Quanto alle sue dimissioni ha spiegato: “Quello di oggi è essenzialmente un passaggio formale in linea con la mia volontà di ridurre il mio impegno quotidiano in Banca Mediolanum, che d’altronde è da anni guidata in modo saldo e sapiente da mio figlio Massimo e dai nostri collaboratori con i risultati eccezionali che sono sotto gli occhi di tutti”. “Erano ormai almeno un paio di anni – ha aggiunto – che meditavo di alzare il piede dall’acceleratore ed avere quindi un ruolo meno impegnativo” e riguardo al futuro, “ho in mente tanti progetti per gli anni a venire, non solo di business, a cominciare dal proseguire sempre più nella direzione della restituzione a chi ne ha bisogno, ai più deboli e meno fortunati, in linea con i valori che da sempre mi ispirano”.

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