Credem, invito a palazzo

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di Redazione 30 Settembre 2021 | 12:01

Credem partecipa anche quest’anno ad Invito a Palazzo, iniziativa promossa dall’Associazione Bancaria Italiana (ABI) per aprire al pubblico i palazzi e le collezioni d’arte di proprietà delle banche in tutta Italia, che nel 2021 raggiunge la ventesima edizione. Nel corso degli anni l’iniziativa ha dato la possibilità ad oltre 20 mila visitatori di accedere alle sale della sede Credem di Reggio Emilia a Palazzo Spalletti Trivelli e di visitare la collezione di dipinti antichi che si è costantemente arricchita fino a raggiungere oltre 130 opere.

Per la salvaguardia della salute di tutte le persone, considerata la situazione di emergenza determinata dal Covid-19, anche l’edizione di quest’anno si svolgerà interamente on-line. In particolare, a partire dal 2 ottobre per una settimana, sulla piattaforma Muvir di ABI (www.muvir.eu/opere/index.php/palazzi/) sarà disponibile un podcast su Palazzo Spalletti Trivelli e sui tesori in esso custoditi. In aggiunta, la banca realizzerà la seconda edizione dell’iniziativa intitolata “10 Guide x 10 Opere”. Nel dettaglio, nelle giornate dal 2 al 9 ottobre saranno pubblicate 10 video pillole sul canale Facebook dell’istituto (www.facebook.com/credem/) su alcuni ambienti emblematici del palazzo e su diversi dipinti antichi tra i quali le tele di Luca Ferrari, Camillo Procaccini, Denys Calvaert e Lanfranco, ma anche opere d’arte del Novecento e della raccolta orientale, per dare una rappresentanza completa della varietà delle raccolte della banca. Le opere saranno illustrate da 10 guide che negli anni precedenti hanno accompagnato i visitatori durante l’evento in presenza. Si tratta in particolare di Flavio Boccazzi, Antonio Brighi, Alessandra Carrara, Odette D’Albo, Aurora Marzi, Elisabetta Del Monte, Costanza Montagna, Lucrezia Pezzarossa, Amalia Salsi, Alessandra Tellurio.

“L’iniziativa Invito a Palazzo ha raggiunto un traguardo significativo che testimonia il sempre vivo interesse per l’arte e la cultura da parte di un pubblico molto ampio”, ha dichiarato Lucio Igino Zanon di Valgiurata, Presidente Credem. “Abbiamo confermato con grande convinzione anche quest’anno la nostra partecipazione”, ha aggiunto Zanon, “offrendo la possibilità di visitare in modo virtuale la nostra sede e le collezioni d’arte. Auspico che presto si possa tornare agli incontri in presenza, anche se ritengo che questa nuova modalità a distanza possa essere un’opportunità per ampliare ancora di più la platea delle persone che potranno godere della nostra collezione”, ha concluso Zanon.

Palazzo Spalletti Trivelli e le sue collezioni

Le sale dell’antico palazzo nobiliare, appartenuto ai conti Guicciardi nel tardo Seicento e, a partire dal 1830, ai conti Spalletti Trivelli, sono decorate secondo il gusto neoclassico con numerose scene tratte dalla mitologia greca e romana. Di impatto spettacolare, oltre alla grandiosa Sala delle Feste, alta dieci metri, sono gli ambienti completamente decorati a trompe-l’oeil con fastosi tendaggi e sovrapporte allegoriche dedicate alla musica, all’astronomia, alla letteratura, all’agricoltura ed alla caccia. Il palazzo custodisce oggi due collezioni. La prima è una raccolta d’arte orientale, con reperti provenienti da Cina, India, Cambogia, Birmania, Mongolia e Giappone. Gli oggetti conservati nelle teche risalgono a un arco temporale che va dal 2000 a.C. al XIX secolo, come vasi in porcellana, bronzi dorati, smalti cloisonné e statue in terracotta. La seconda collezione raggruppa opere di pittura antica del ‘500, del ‘600 e del ‘700, nella quale si possono ammirare dipinti degli artisti più importanti attivi a Reggio Emilia ed in Emilia Romagna con capolavori, tra gli altri, di Francesco Francia, Lorenzo Costa, Denys Calvaert, Guido Reni, Guercino, Camillo Procaccini, Alessandro Tiarini, Giovanni Lanfranco, Luca da Reggio, Leonello Spada, Giuseppe Maria Crespi, Felice Boselli e Cristoforo Munari. Infine, nei sotterranei del palazzo sono presenti le rovine dell’area del Foro romano dell’antica Regium Lepidi, databili dal II sec. a. C. al IV sec. d.C., che costituiscono l’unico sito archeologico attualmente accessibile a Reggio Emilia. Sono infatti visibili i resti di un grande edificio pubblico, la Basilica, e di un’altra imponente costruzione, corrispondente probabilmente al tempio cittadino.

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