Risparmio gestito: i possibili effetti dell’accordo Ocse sull’aliquota minima

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di Gianluigi Raimondi 11 Ottobre 2021 | 10:32

Il segretario generale dell’Ocse ha annunciato l’accordo sulla tassa minima globale sulle società. Prevista, nel dettaglio, un’aliquota minima del 15% per le corporate con fatturato superiore a 750 mln di euro. Gli Stati membri hanno tutto il 2022 per recepire l’accordo che entrerà in vigore dal 2023 (anche se la Svizzera ha chiesto più tempo per i piccoli Paesi).

Per gli Stati – con un’aliquota minima di almeno il 15% – è stimato un gettito aggiuntivo di 150 mld di euro l’anno. Mancano però ancora diversi elementi sulla tecnicalità della nuova possibile tassazione per poter quantificare in maniera puntuale l’impatto.

I potenziali effetti dell’aliquota sui titoli del risparmio gestito quotati a Piazza Affari

Per quanto riguarda il settore del risparmio gestito, secondo gli analisti di Equita: “Azimut e Banca Generali hanno partecipate in Lussemburgo (dove stimiamo venga applicato un tax rate fino al 10-13%), mentre Banca Mediolanum e Finecobank in Irlanda (tax rate 12.5%). Il taxrate consolidato delle società nel 2020 è stato il seguente: Azimut 12%, Banca Generali 21%, Banca Mediolanum 18% e Finecobank 30%. In caso di adeguamento dell’aliquota al 15% da parte di Lussemburgo e Irlanda, stimiamo impatti contenuti per le società (low single digit)”.

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